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Un nuovo PRP per la rinascita del porto di Castellammare

DiAntonio Scotto Pagliara

Feb 28, 2012

La prospettiva è il sistema integrato con Napoli

 

La riunione di ieri del Comitato portuale di Napoli rappresenta una svolta anche per lo scalo di Castellammare di Stabia. L’approvazione da parte dell’Autorità portuale delle “Linee di sviluppo”, che getteranno la base sulla quale redigere il nuovo piano regolatore portuale, permetteranno l’adeguamento di uno strumento urbanistico risalente al gennaio 1962.

Cinquant’anni esatti in cui le banchine stabiesi hanno visto sempre più diminuire le attività tradizionali del trasporto merci, limitato oramai solo alla presenza di unità cisterniere per il trasporto di acqua alle isole del Golfo, e della cantieristica. Fino all’inglobamento, nel 2006, nella circoscrizione di competenza dell’Ap di Napoli nell’ottica di un sistema integrato capace “razionalizzare” le attività, attribuendo agli scali satelliti funzioni complementari.

È il caso della crocieristica, ad esempio, che, sulla spinta dell’enorme incremento di visitatori nel porto di Napoli – e come strategia di decongestionamento dell’area partenopea nell’alta stagione – ha già visto l’arrivo a Castellammare di grandi unità come Aida Bella. O della possibilità di sfruttare le banchine e i pescaggi idonei a navi di medio tonnellaggio per ristabilire, grazie alla vicinanza con magazzini e silos di stoccaggio, i traffici di grano e prodotti derivati, oltre che di ferro o legname.

La redazione di un nuovo PRP, in questa prospettiva, potrebbe configurarsi come una svolta, uno strumento, per usare le parole del sindaco della città, Luigi Bobbio, “per consentire di disegnare il nuovo porto in funzione del rilancio e dello sviluppo turistico e commerciale non solo dello stesso sito, ma quel che più conta dell’intera città di Castellammare nonché dell’intera provincia di Napoli”.

Un percorso che si intreccerà inevitabilmente anche con il destino della cantieristica e dell’atteso (da troppo tempo) bacino di carenaggio. “Le attività inerenti la redazione del Prp partono in un momento di felice coincidenza con l’attuazione del protocollo d’intesa sul cantiere – ha confermato Bobbio – rendendo così possibile, in tempo reale, una sinergia progettuale tra lo stesso piano regolatore e lo studio di fattibilità del bacino previsto dallo stesso protocollo d’intesa”.