• 15 Aprile 2024 20:07

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Bono: “Fincantieri azienda senza debiti”

Audizione al Senato. Armato: “Chiarezza su Castellammare”

 

In un settore già indebolito dalla crisi economica Fincantieri auspica che la tragedia della Costa Concordia non comporti ulteriori impatti negativi. Lo ha affermato a margine di un’audizione alla commissione Lavoro del Senato l’amministratore delegato del Gruppo Giuseppe Bono.

Nel corso della riunione Bono ha sottolineato la condizione di Fincantieri, azienda “senza debiti” che chiuderà il bilancio “in leggero utile, con un surplus di cassa che ci permetterà di guardare a quest’anno e al successivo senza patemi d’animo”.

Una condizione di relativa tranquillità che però non deve distogliere dalle sfide da affrontare, a partire dalla “persistenza culturale a mantenere le posizioni in un mondo che è cambiato”. “Non siamo in presenza di tsunami – ha puntualizzato Bono – ma ci sono movimenti tellurici che progressivamente stanno ridisegnando un nuovo mondo e lo tsnunami deve ancora venire. Prima ne prendiamo atto e prima riusciremo a reagire”.

L’Ad ha anche ricordato la vicenda che portò nel giugno scorso al ritiro del Piano di riorganizzazione dell’azienda, reso inevitabile dalla necessità di adeguare la capacità produttiva da un calo della domanda del 50% a livello mondiale: “e si prevede – ha aggiunto – che da qui al 2020 questa eccedenza di capacità produttiva permanga”.

Sull’accordo separato con i sindacati del 21 dicembre ha spiegato che l’azienda contribuirà con un’erogazione che, unita a quella Inps, porterà il salario dei lavoratori in cassa ad una media di 1.770 euro lordi e 1.400 euro netti. “Senza lavorare credo che sia una cifra da non buttare via”. 

Un tentativo, questo di Bono, di tranquillizzare le acque che non ha convinto la senatrice PD, Teresa Armato. “L’Amministratore Delegato della Fincantieri Bono – ha affermato – non ha detto parole di chiarezza e di certezza sulla missione industriale, sulle commesse e sulla produzione dei diversi cantieri italiani ed in particolare su quello di Castellammare. Occorre che venga presentato, al più presto, un piano industriale che rilanci la produzione a Castellammare e, ancora, occorre sapere quali saranno i finanziamenti del bacino di costruzione che servirà a modernizzare la struttura”.

La città campana era stata protagonista il 13 gennaio di una manifestazione degli operai dell’indotto stabiese che avevano sostato in presidio per tre ore davanti la sede del municipio.