Il sequestro di un resort illegale riaccende i riflettori sulla fragilità idrogeologica dell’isola
Ischia – Il recente sequestro di un resort abusivo sull’isola d’Ischia ha scatenato la ferma reazione di Legambiente, che torna a denunciare l’insostenibilità del fenomeno nel territorio campano. L’associazione ambientalista ha espresso un plauso all’intervento delle forze dell’ordine, ribadendo la necessità cruciale di mantenere alta la guardia per contrastare pratiche che, in contesti ad alto rischio idrogeologico, vengono definite senza mezzi termini come criminali. Per Legambiente, l’imperativo è bloccare l’illecito già nel momento in cui viene posata la prima pietra, impedendo la cementificazione di un suolo già profondamente martoriato.
La situazione in Campania, secondo l’analisi fornita da Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, rimane critica. La regione detiene infatti il triste primato nazionale per numero di pratiche di abusivismo in rapporto alla popolazione, con una media di un’ordinanza ogni 236,6 abitanti. Un quadro confermato dai dati del rapporto BES dell’Istat, che evidenzia come in Campania vengano realizzate 50,4 abitazioni abusive ogni 100 costruite regolarmente. Nelle isole minori, il fenomeno assume connotati ancora più allarmanti, arrivando a registrare un’ordinanza di demolizione ogni 13 abitanti.
Proprio per rispondere a tale emergenza, Legambiente Campania ha recentemente siglato un protocollo d’intesa con la Regione Campania. L’accordo rappresenta un passo fondamentale nella lotta al cemento illegale: grazie alla sistematica raccolta e alla condivisione dei dati tra l’associazione e l’ente regionale, sarà possibile ottenere una mappatura più precisa e aggiornata dell’abusivismo edilizio. Tale sinergia permetterà di rafforzare le attività di contrasto e, al contempo, di programmare interventi di pianificazione urbanistica e paesaggistica più efficaci, ponendo le basi per una tutela reale del territorio.
