• 5 Novembre 2026 20:05

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L’Italia rischia di perdere la leadership nel bioGNL e l’industria chiede interventi urgenti per fermare la fuga degli investimenti verso la Germania

Assogasliquidi lancia l’allarme a Ecomondo e sollecita nuove misure fiscali e regolatorie per tutelare la filiera nazionale dei trasporti pesanti

L’Italia si trova a un bivio decisivo per il futuro della sua filiera del bioGNL. A lanciare l’allarme è Assogasliquidi — intervenuta a Ecomondo all’interno dello stand di Federchimica in occasione del convegno sulla competitività del carburante rinnovabile — evidenziando il rischio concreto che il lavoro strategico e infrastrutturale realizzato negli ultimi quindici anni finisca per avvantaggiare altri mercati esteri, in particolare la Germania.

Nonostante il settore privato abbia investito circa 300 milioni di euro per costruire una rete distributiva di oltre 180 punti vendita — posizionandosi ai vertici in Europa — il Paese rischia di perdere i benefici economici e ambientali generati. Il nodo centrale riguarda la competitività: gran parte del bioGNL prodotto in Italia viene infatti dirottato verso la Germania, dove il meccanismo della THG-Quote valorizza in modo significativo le riduzioni delle emissioni di CO₂ e rende il carburante molto più economico per gli utilizzatori finali rispetto al mercato italiano.

Il presidente del Gruppo GNL di Assogasliquidi, Costantino Amadei, ha sottolineato la necessità di interventi tempestivi per fermare la fuga degli investimenti e sostenere la rete distributiva nazionale, oggi sotto la soglia di sostenibilità economica. Per tutelare la filiera, l’associazione chiede al Governo — in particolare al MIMIT, al MASE e al MEF — una serie di misure mirate, tra cui la semplificazione delle procedure di certificazione per l’EU ETS, l’introduzione di un sistema di valorizzazione della CO₂ evitata al momento del consumo e il rapido sblocco del decreto ministeriale per il rinnovo del parco veicolare dell’autotrasporto, destinando quote specifiche ai mezzi a GNL e bioGNL.

Le richieste avanzate comprendono inoltre un credito d’imposta per l’impiego del carburante, agevolazioni sui pedaggi autostradali e incentivi strutturali per l’acquisto di veicoli ecologici, oltre a un’azione mirata a livello europeo per rivedere i target sulle emissioni dei mezzi pesanti e riconoscere il contributo dei carburanti rinnovabili. L’obiettivo è evitare che la leadership italiana nella transizione ecologica del trasporto pesante e marittimo venga dispersa a favore di altri Paesi europei.