• 2 Ottobre 2026 01:17

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Piano Regolatore Portuale: confronto aperto a Genova tra l’AdSP e i comitati cittadini su sviluppo e depositi chimici

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale incontra il Comitato Multedo per l’Ambiente e il Comitato Porto Aperto per discutere scenari di crescita, sostenibilità ambientale e la delicata questione della delocalizzazione dei depositi.

Genova -Il percorso di confronto sul nuovo Piano Regolatore Portuale del sistema Genova e Savona-Vado entra nel vivo con le interlocuzioni territoriali. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha incontrato questa mattina i rappresentanti del Comitato Multedo per l’Ambiente — Gian Piero Cellerino e Goffredo Ferelli — e del Comitato Porto Aperto — Giammario Bolognini e Gian Giorgio Parodi — per esaminare gli scenari di sviluppo dello scalo e raccogliere istanze e osservazioni in merito al futuro assetto del rapporto tra porto e città.

Al centro del dibattito si sono posti gli obiettivi di competitività e crescita del comparto marittimo, coniugati con la sostenibilità economica e ambientale delle trasformazioni urbanistiche pianificate. Il nuovo PRP punta a una razionalizzazione complessiva degli spazi operativi, prevedendo l’allontanamento dal fronte urbano delle lavorazioni a maggiore impatto e l’ampliamento verso il mare delle aree destinate alla cantieristica navale.

Un nodo centrale dell’incontro ha riguardato la proposta di delocalizzazione dei depositi chimici. L’ente portuale ha illustrato la soluzione tecnica studiata per l’area industriale di Porto Petroli a Multedo, basata su una configurazione semi-interrata che consentirebbe di liberare porzioni di suolo per la successiva riqualificazione della fascia urbana. Di avviso contrario i comitati cittadini, i quali hanno avanzato l’ipotesi di valutare come alternativa le aree ex Ilva alla foce del Polcevera. L’AdSP ha precisato che tali superfici non rientrano nella propria disponibilità giuridica e gestionale, pur confermando la disponibilità a considerare destinazioni commerciali e industriali per i siti di propria competenza sulla sponda del torrente, qualora mutassero le condizioni degli spazi esistenti.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle misure per la sostenibilità e la tutela ambientale. Nel settore delle riparazioni navali risultano già operative soluzioni tecnologiche avanzate come l’elettrificazione delle banchine — con 14 punti di connessione attivi presso l’Ente Bacini per ridurre emissioni e inquinamento acustico —, impianti di trattamento delle acque di lavorazione e sistemi strutturati di monitoraggio atmosferico in collaborazione con ARPAL.

«Il confronto di oggi conferma il valore di un percorso nel quale abbiamo scelto di mettere gli scenari del Piano a disposizione del dibattito prima dei passaggi istituzionali», ha sottolineato il presidente dell’AdSP Matteo Paroli, evidenziando l’importanza di bilanciare le esigenze di sviluppo economico e occupazionale con la qualità della vita delle comunità locali attraverso soluzioni tecniche concrete e realizzabili.