Il crollo della domanda cambia le rotte dello shipping?

navebf

Movimentazione container in crisi, le compagnie ridisegnano i servizi

La recente sospensione della rotazione AE9 tra Asia e Nord Europa da parte di Maersk, a causa del “basso fattore di carico”, conferma la sofferenza dei traffici commerciali sulla direttrice proveniente dall’Estremo Oriente. È su questa direzione che sarà ribadita, quantomeno nel primo semestre, una sostanziale debolezza della domanda europea, in linea con i drammatici registrati rilevati nel 2012. L’anno scorso, secondo i dati resi noti da Alphaliner sulle rilevazioni nei 25 maggiori porti mondiali (18 asiatici, di cui 11 cinesi, 4 europei, 2 americani e uno in medio Oriente), il tasso di crescita nella movimentazione aggregata dei container ha raggiunto appena il 4% (rispetto all’8,7% nel 2001 e al 15,5% nel 2010), assestandosi ai livelli minimi dal 2009, anno in cui si evidenziarono i primi effetti della crisi. A pesare, soprattutto, il crollo della domanda nella seconda metà del 2012 in cui, nonostante i tradizionali picchi nel traffico commerciale legate alle festività natalizie, la crescita è scesa al 2,8%, con criticità localizzate principalmente sulle rotte far East – Europa e Far East – America (-4,4% e -0,4%). Una situazione di difficoltà che, in vista di una ripresa ancora lontana, sta mettendo alla prova la capacità di risposta delle compagnie marittime. Gestire flotte troppo grandi rispetto al traffico da movimentare significa infatti dover ridisegnare quasi in tempo reale (e spesso in modo radicale) le proprie scelte. Emblematico il caso di Maersk che, costretta a sospendere la rotazione AE9 (Rotterdam, Bremerhaven, Felixstowe, Zeebrugge,Valencia,Xiamen, Shanghai, Qingdao e Ningbo) una prima volta a novembre per “eccesso di offerta”, ha dovuto ripetere l’operazione, a soli due mesi dalla sua riattivazione, con il rischio di fermare sette portacontainer da 4.500 e 7.500 teu. È anche per questo che quando il servizio sarà reintrodotto ad aprile la compagnia ha annunciato una piccola rivoluzione. AE9 non costituirà più un collegamento “dedicato” Asia – Europa ma sarà incorporato con il transpacifico TP7 sulle rotte Asia – Nord America e Asia – Europa via Suez.