• 17 Giugno 2024 15:22

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Nuovo redditometro. Se la barca “pesa” come un camper

Soddisfazione per la nuova impostazione fiscale sul settore nautico

“Il fatto che la barca non peserà più del camper è il tipo di messaggio che fa bene al nostro comparto che non soffre solo della crisi finanziaria, ma di una sostanziale mancanza di fiducia dei consumatori”. A parlare Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina, che in una lettera al presidente dell’Agenzia delle Entrate esprime apprezzamento per la nuova impostazione del “redditometro” e offre la massima collaborazione di Confindustria Nautica “a offrire strumenti ed informazioni che possano fungere da supporto nelle attività necessarie per portare avanti il progetto”.

Pace fatta, dunque, tra Fisco e nautica, settore che nell’ultimo anno ha ripetutamente denunciato una sorta di “criminalizzazione” delle attività da diporto imputando ad una eccessiva pressione tributaria parte della crisi del comparto.

Ma come funziona, in definitiva, il nuovo redditometro?

Innanzitutto, le 100 voci di spesa rappresentative della vita quotidiana del contribuente sono aggregate in 7 categorie, una delle quali (Mezzi di Trasporto) ricomprende anche Natanti e Imbarcazioni alla stregua di Automobili, Minicar, Caravan, Moto, Aeromobili, Mezzi di trasporto in leasing e noleggio.

Il rapporto tra questi elementi, il reddito e le eventuali incoerenze sarà calcolato, in futuro, in base all’effettività della spesa di una o più voci rientrante nel paniere, indipendentemente, ad esempio, dal fatto che si tratti di un camper (un’auto o una moto) o di una imbarcazione. In sostanza, decade il sistema della “moltiplicazione” dei coefficienti precostituiti presente nell’attuale versione.

“Il concetto demagogico e fuorviante che l’acquisto e il possesso di una barca, anche se di modesto valore commerciale, significa automaticamente possedere un bene di lusso – sottolinea Giancarlo Gamberini, responsabile nazionale CNA Produzione –  continuerà purtroppo a circolare anche in futuro come luogo comune della comunicazione mediatica, ma quantomeno ai fini del redditometro non dovrebbe più acquisire sul piano valutativo un peso specifico superiore a quello di altre voci di spesa classificate. Casomai si tratterà a tal proposito di monitorare con attenzione i criteri con i quali verranno misurate le spese annuali di mantenimento del bene, dal momento che in questo caso occorrerà affidarsi a parametri precostituiti”.