Edizione sottotono alla Mostra d’Oltremare. Afina pronta a spostare la fiera ad ottobre, ma il nodo resta strutturale: mercato fermo e ormeggi insufficienti
Napoli – Il Nauticsud segna un bilancio amaro: meno pubblico, meno vendite e meno entusiasmo. Dopo nove giorni alla Mostra d’Oltremare, il salone internazionale della nautica da diporto certifica la crisi di un settore che, tra costi crescenti e domanda in calo, non riesce più a reggere il passo del mercato.
La constatazione arriva direttamente dal presidente di Afina, Gennaro Amato, che non usa giri di parole: “Il Nauticsud deve cambiare data, febbraio è un periodo fuori mercato”. E infatti Afina, in accordo con Mostra d’Oltremare, è pronta a spostare la manifestazione ad ottobre, nella speranza di rivitalizzare le presenze e dare fiato ai cantieri, che negli ultimi due anni hanno perso circa il 25% di fatturato e il 35% di produttività.
Una mossa che appare necessaria ma non risolutiva. Il problema, infatti, non è solo di calendario: il comparto della media e piccola nautica sconta la mancanza cronica di ormeggi nel golfo di Napoli, l’aumento dei costi di produzione e una domanda interna sempre più incerta. “Il sogno dell’acquisto si è trasformato in un incubo-ormeggi”, ammette lo stesso Amato, rilanciando l’urgenza di interventi infrastrutturali.
Sul fronte politico, il sindaco Gaetano Manfredi si sarebbe mostrato disponibile a sostenere la proposta di spostare il salone, anche in virtù della partecipazione comunale nella società fieristica. Un’apertura che, se confermata, potrebbe salvare un evento storico per la città, ma che non basterà a rilanciare un comparto in evidente sofferenza.
Il Nauticsud 2026, insomma, non verrà ricordato per i numeri, ma forse per la presa di coscienza di un sistema che deve cambiare passo. Tra ormeggi mancanti, tempi di produzione incompatibili e una fiera da ripensare, la nautica campana si trova davanti a un bivio: riformarsi o affondare definitivamente.
