• 22 Maggio 2024 17:20

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Nautica, le aziende pessimiste sulla ripresa del settore

Ricerca Ispo presentata al Big Blu. Il Salone chiude con 119 mila visitatori

 

Pessimismo sulla ripresa del comparto nautico. Dalla ricerca condotta dalla ISPO di Renato Mannheimer per capire l’incidenza della tassa di stazionamento sul futuro del settore emerge un risultato chiaro: 78 aziende su 100 dubitano di recuperare il terreno perduto in questi anni a causa della crisi.

La ricerca, commissionata da Unioncamere Lazio e dall’Unione delle Camere di Commercio di Caserta, Latina, Napoli, Roma, Salerno e Viterbo, è stata presentata al Big Blu ed evidenzia come la maggioranza  delle aziende del settore (54%)  riconosca l’utilità della manovra nel ridurre la spesa pubblica e come poco meno della metà (45%) resti tuttavia di avviso contrario e auspichi un passo indietro del Governo affinché ritiri del tutto il decreto (lo pensa il 51%).

Quando si parla di crisi, infatti, le aziende del settore pensano che molte attività non sopravvivranno a questi tempi (76%) mentre solo il 15% è convinto che l’economia del Mare ne uscirà rafforzata. Tutto questo pessimismo deriva dalle nefaste previsioni sull’incidenza della tassa di stazionamento che per il 58% degli intervistati provocherà dei danni all’economia del Mare mentre solo il 34% vede in questa gabella degli effetti sì negativi per il settore ma che contribuiranno al risanamento delle casse dello Stato.

La tassa, indipendentemente se considerata giusta o ingiusta, porterà secondo le imprese del settore (76%) alla fuga dei diportisti italiani e stranieri verso le coste croate o francesi e in generale ad un calo del diportismo con conseguenze negative sulle attività industriali, commerciali e turistiche correlate (83%).

Non solo critiche ma anche suggerimenti emergono dalle interviste realizzate per la ricerca. L’80% degli intervistati auspica una riduzione del peso delle aliquote in base all’anzianità della barca e il 67% vorrebbe la sostituzione della tassa di stazionamento con una sulla proprietà mentre il 29% chiede invece di escludere totalmente le società di charter dal nuovo regime fiscale.

“Per un Paese come l’Italia, posizionato al centro del Mediterraneo e che ha7.468 Kmdi coste, l’economia del mare rappresenta una inestimabile risorsa economica. Introdurre una tassazione per il mero utilizzo del posto barca significa colpire il lavoro di tutte le imprese dei vari comparti – ha commentato Giancarlo Cremonesi Presidente Unioncamenre Lazio – il danno stimato per l’economia del mare, a regime, è enorme:  intorno ai 2 miliardi di euro a livello nazionale, con un calo occupazionale del 20% e un crollo degli investimenti del 50%”.

La chiusura di Big Blu, intanto, lascia soddisfatto il presidente della Fiera di Roma, Mauro Mannocchi: 119 mila spettatori, 690 imbarcazioni in mostra, 537 espositori, 112 mila metri quadri espositivi, sono numeri di riguardo. “Nonostante il periodo di difficoltà del settore – ha sottolineato –  Big Blu si conferma punto di riferimento non solo per il mondo della nautica ma anche per tutto quell’indotto che vive il mare sia come risorsa che come passione. Siamo convinti che l’edizione del 2013 potrà rappresentare un momento di crescita a supporto di quello che confidiamo possa essere un anno importante per l’auspicata ripresa dell’intero comparto.”