• 17 Giugno 2024 03:48

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Militari a bordo. E il pirata scappa

Sventato l’attacco alla Jolly Arancione

 

È bastata la presenza di militari a bordo per scoraggiare l’attacco. Mar Arabico, sabato scorso, ore 10.30. Un barchino veloce ha tentato l’assalto alla portacontainer italiana Jolly Arancione (40 mila tonnellate, 240 metri di lunghezza) in navigazione in un tratto di mare prospiciente le coste somale. I pirati hanno desistito dall’abbordaggio alla vista dei fucilieri di Marina del reggimento San Marco dirigendosi verso un altro mercantile battente bandiera maltese. Quest’ultimo, in contatto radio con l’unità italiana, è riuscita a sfuggire a sua volta all’attacco dirigendosi in direzione della Jolly Arancione.

Si è concluso così il primo attacco ad una nave italiana presidiata da militari della Marina così come previsto da un accordo firmato in ottobre tra il ministero della Difesa e Confitarma. Un protocollo d’intesa che mette a disposizione degli armatori, che si fanno carico dei costi, una task force costituita da dieci nuclei di sei unità ciascuno cui si aggiungono 16 militari di stanza in una base logistica a Gibuti.

Il decreto che definisce le modalità e le condizioni di partecipazione dei militari specifica, in particolare, i vincoli gerarchici (il personale militare non risponde al capitano della nave ma al comando di Gibuti), la possibilità di ingaggiare contractor privati e le “regole di ingaggio”, basate sul principio dell’autodifesa.

Quest’aspetto, di difficile definizione in un quadro giuridico, come quello del contrasto alla pirateria, già tradizionalmente suscettibile di interpretazioni contrastanti, è stato al centro dell’ampio dibattito che ha preceduto l’avvio dell’intesa armatori-Marina Militare. In special modo, riguardo all’uso futuro di guardie armate private, fenomeno in veloce espansione.

Mentre gli Stati sono alle prese con i costi esorbitanti delle missioni multilaterali, c’è chi infatti sta trasformando l’allarme pirateria in business. È il caso di Convoy Escort Program Ltd, vera e propria flotta privata che offre servizio scorta nel Mar Rosso al prezzo di 30 mila dollari.