• 16 Luglio 2024 15:04

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Protagonista nel 1989 di uno dei maggiori disastri ambientali della storia

 

La MV Eastern N, meglio conosciuta con il suo nome precedente, Exxon Valdez, sarà smantellata nei cantieri di Alang, in India. Dopo un a lunga disputa legale la Corte Suprema indiana ha dato il via libera alle operazioni di demolizione per l’unità ancorata dallo scorso maggio a 6 miglia dalla costa con a bordo i suoi 15 membri di equipaggio.

A bloccare fino ad oggi il previsto smantellamento dell’ex petroliera – in un cantiere come Alang, celebre per la mancanza di controlli nell’ambito della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente – il ricorso presentato da alcuni attivisti che ha ottenuto comunque un importante risultato. La Corte, infatti, ha stabilito che in futuro nessuna nave sarà smantellata in violazione della Convenzione di Basilea, trattato che regola il movimento transfrontaliero di merci pericolose.

La Exxon Valdez fu protagonista nel 1989 di uno dei più gravi incidenti ambientali mai registrati. La superpetroliera urtò la scogliera dello Stretto di Prince Williams disperdendo nell’ambiente circa 42.000 metri cubi di greggio e inquinando 1.900 km di coste. In seguito al disastro (si stima la morte di 250.000 uccelli marini, 2.800 lontre, 300 foche, 250 aquile di mare testa bianca, 22 orche e miliardi di uova di salmone e aringa) gli Stati Uniti cambiarono radicalmente le misure di sicurezza delle petroliere introducendo il principio di  assegnare i costi delle operazioni di pulizia della costa alle compagnie petrolifere.

Nel 1991 la Exxon Mobil, ad esempio, fu condannata in sede civile e penale per oltre un miliardo di dollari, il maggior risarcimento mai registrato per un disastro industriale. Le operazioni di ripulitura delle coste costarono invece circa 2 miliardi di dollari.

La nave, con un nuovo nome e nuove mansioni (trasporto minerali), è stata attiva fino al mese di maggio.