• 24 Febbraio 2024 02:48

Impegno internazionale contro la pesca illegale

DiGiovanni Grande

Nov 17, 2011

Risoluzione di Strasburgo per salvare gli stock di pesce

 

Un’azione concertata a livello internazionale, che l’Ue deve promuovere, per preservare la biodiversità e proteggere gli interessi dei pescatori che rispettano le regole. È l’obiettivo di una risoluzione approvata dal Parlamento di Strasburgo che prevede il rafforzamento delle ispezioni, la chiusura dei mercati al pescato fuorilegge e sanzioni per gli stati che non si conformano alle norme in vigore.

Un’azione di livello internazionale è necessaria, sostengono gli eurodeputati, poiché due terzi delle acque mondiali sono fuori da qualsiasi giurisdizione e le flotte di pescherecci sono mobili e spesso non rispettano i regolamenti. I deputati sottolineano anche che l’UE, in qualità di maggior potenza di pesca mondiale, dovrebbe assumersi la responsabilità di mobilitare la comunità internazionale a tal fine.

È stimato che circa il 15% della pesca mondiale, fra gli 11 e i 26 milioni di tonnellate per anno, proviene da pesca illegale, pertanto, afferma la risoluzione, “è impossibile difendere le risorse marine senza contrastare la pesca illegale”.

Il Parlamento europeo esorta, nello specifico,  la Commissione e gli Stati membri a portare la questione nelle sedi internazionali e a consultare i maggiori attori nell’ambito del mercato, come Stati Uniti, Giappone e Cina, sviluppando strumenti giuridici internazionali, possibilmente sotto l’egida delle Nazioni Unite, per fermare, perseguire e punire il commercio illegale di pesce.

Le nuove misure dovrebbero includere la registrazione obbligatoria dei pescherecci sopra le/i 10GT, lo sviluppo di sistemi di recupero di documentazione, l’uso obbligatorio di sistemi elettronici di controllo dei pescherecci (VMS), lo scambio d’informazioni sulle attività delle navi, controlli all’importazione e un accordo sulla chiusura dei mercati di pesce catturato illegalmente. Previste per gli Stati inadempienti sanzioni e la creazione di una black list per le unità condannate per pesca illegale.  Il Parlamento chiede anche che nel sistema di preferenze generalizzate dell’UE sia inserita una clausola di condizionalità sul rispetto, dei paesi candidati, delle regole FAO e delle Nazioni Unite contro la pesca illegale.