• 17 Giugno 2024 16:34

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Non ancora individuati i bidoni persi nell’incidente del 17 dicembre

 

Nonostante il dispiegamento di sofisticate attrezzature e l’approvazione di un complesso piano di recupero non sono ancora stati individuati più della metà dei fusti tossici persi il 17 dicembre scorso dall’Eurocargo Venezia al largo della Gorgona.

Lo denuncia Legambiente Arcipelago Toscano che chiede la ripresa delle ricerche lungo tutta la rotta seguita dalla nave di Grimaldi Lines “per verificare se lo sversamento a mare non sia avvenuto in due diversi momenti”.

“Non può finire così – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare dell’associazione – 102 bidoni tossici non possono essere abbandonati a qualche miglia dal mare protetto di Pianosa ed in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, in un’area di mare trafficata dai pescherecci e interessata dal fenomeno dell’upwelling, la risalita delle acque profonde che favorisce la produttività biologica e la presenza di krill e piccoli pesci che attirano le grandi balenottere ed i delfini. È chiaro il rischio che quei fusti pieni di sostanze tossiche rappresentano per l’intera catena alimentare marina e, quindi, anche per l’uomo”.

Per l’associazione è necessario adottare il principio del “chi inquina paga” e chiamare la Grimaldi e le altre imprese coinvolte in questo disastro “non solo a risarcire tutti i costi di tutte le fasi del ritrovamento e del recupero dei 98 fusti individuati, ma anche i danni ambientali che potrebbe provocare il non ritrovamento dei fusti tossici”.

Delusione per l’esito delle operazioni di ricerca effettuati da Castalia anche da parte del comune di Livorno. “A poco – si rammarica l’assessore all’ambiente Mauro Grassi – sono serviti evidentemente l’incontro con il Ministro dell’Ambiente e i ripetuti solleciti da parte non solo del Comune di Livorno, ma anche della Regione, della Provincia, di alcuni parlamentari, che avevano anche prospettato l’intervento della Marina Militare. Il non avere intercettato tutti i fusti – sottolinea – ci crea grandi preoccupazioni per l’inquinamento marino e principalmente per il pescato. Sarà nostra premura pertanto vigilare perché che venga portato avanti nel tempo, e ripetuto, il monitoraggio dei prodotti ittici, per la salvaguardia della salute dei nostri cittadini”.

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