• 18 Giugno 2024 04:23

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L’associazione punta il dito contro il sistema di vigilanza

 

Da una parte 13 mila famiglie truffate, dall’altra i comportamenti fraudolenti degli amministratori. A chiudere il triangolo della vicenda Deiulemar, però, concorre anche la mancata vigilanza degli organismi preposti.

Abusbef, associazione di tutela dei consumatori specializzata nel settore bancario, chiama in causa direttamente Consob e Bankitalia, evidenziando un aspetto poco discusso del caso che tiene con il fiato sospeso Torre del Greco: il fallimento clamoroso del sistema di controllo.

Così come per il caso Cirio, simile per entità al crack Deiulemar (“13 mila risparmiatori coinvolti, per un controvalore superiore ad 1 miliardo di euro”), l’associazione chiama in causa le inefficienze dei due organismi annunciando la citazione in giudizio “per omessa vigilanza” e la richiesta di “congrui risarcimenti individuali”.

Il debito di oltre 860 milioni di euro di Deiulemar – ricostruisce la vicenda Abusbef –  emittente diffuso soggetto alla stretta vigilanza della Consob, che alla divisione emittenti vede come responsabile il signor Angelo Apponi, sotto il coordinamento operativo di Gaetano Caputi, Antonio Rosati, Claudio Salini, ha emesso bond (finora monitorati) per oltre 700 milioni di euro, mentre nel bilancio 2010 ne risultavano per un controvalore di 40 milioni di euro.

“Cosa facevano i signori della Consob – si chiede Adusbef –  per impedire che la Deiulemar potesse rastrellare obbligazioni segnate su pezzi di carta per miliardi di euro, che venivano rinnovate alla loro scadenza maggiorate degli interessi e quale sia stata la vigilanza esercitata su un emittente diffuso? E cosa facevano i signori di Bankitalia, la signora Anna Maria Tarantola in testa, per prevenire l’ennesimo crack, mentre i flussi finanziari di miliardi di euro transitavano negli sportelli bancari?”

Consob, Bankitalia e KPMG (società di revisione della compagnia), precisa l’associazione, verranno citate in giudizio dall’avv. Antonio Tanza, vice-presidente Adusbef e dall’avv.ssa Monica Cirillo, delegata di Torre del Greco, affinchè i singoli funzionari, ritenuti responsabili, paghino qualora “non si riusciranno a trovare i flussi finanziari necessari per i risarcimenti”.

Adusbef ha inoltre deliberato di affidare agli avv.ti Antonio Tanza e Monica Cirillo, la costituzione di parte civile al processo penale, per chiamare alla sbarra tutti i responsabile dell’ennesimo crack finanziario.