• 7 Settembre 2026 14:26

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Fedepiloti al summit mondiale di Bali per difendere l’indipendenza della professione

Il presidente Pelletier conferma la linea rigida contro le liberalizzazioni selvagge nei porti

Roma – L’evoluzione tecnologica e le pressioni del mercato stanno ridisegnando le rotte della sicurezza nei porti di tutto il mondo. Su questo scenario si sono chiusi a Bali i lavori del XXVII Congresso dell’International Maritime Pilots’ Association (IMPA), il vertice globale delle associazioni dei piloti marittimi tenutosi dal 23 al 28 agosto. A rappresentare l’Italia all’interno del prestigioso consesso internazionale c’era la delegazione di Fedepiloti — lo storico organismo fondato nel 1947 e tra i promotori dell’EMPA europea dal 1963 —, guidata dal Direttore, il Comandante Salvatore Mecca.

L’assise ha visto una profonda ristrutturazione della governance dell’associazione. Il Congresso ha confermato alla presidenza il Capitano Simon Pelletier (Canada) per il quadriennio 2026-2030, scegliendo come Senior Vice Presidente Alvaro Moreno (Panama). Il nuovo Esecutivo accoglie come Vice Presidenti Ricardo Falcão (Brasile) e Adam Roberts (Australia), al fianco di André Gaillard (Francia), in carica fino al 2028, e Jason Wiltshire per il Regno Unito. L’ingresso di Kang Bong-Suk in rappresentanza della Corea del Sud completa la dimensione globale del direttivo. Nel suo intervento programmatico, Simon Pelletier ha chiarito la natura del servizio: con oltre quattro milioni di manovre effettuate nel 2025, il pilotaggio non può essere piegato a pure logiche commerciali di taglio costi, poiché la priorità resta la tutela della sicurezza pubblica.

Tra i nodi centrali del summit spicca il ruolo dell’intelligenza artificiale, distinta nettamente dalla semplice automazione. Il Congresso ha coniato il concetto di “pilot intelligence” per definire quell’insostituibile sintesi di esperienza, conoscenza dei luoghi e capacità di adattamento che la tecnologia può affiancare, ma mai rimpiazzare. Parallelamente, è emersa l’esigenza di tutelare la proprietà dei dati operativi di bordo e sono stati analizzati i limiti del pilotaggio da remoto. Su questo fronte, l’operatore statale indonesiano Pelindo ha annunciato la partenza a settembre 2026 di un progetto pilota per gestire a distanza le manovre a basso rischio in quattro scali nazionali.

Il dibattito si è poi esteso all’uso delle carte digitali ad alta risoluzione e all’allarmante dato emerso da un’indagine globale: il 90% dei 632 piloti interpellati soffre di assuefazione alle segnalazioni acustiche di bordo, spesso superflue. Infine, il confronto sui modelli gestionali ha riacceso i riflettori sulle spintatrici dinamiche di liberalizzazione: dalle proteste in Argentina all’intransigenza degli Stati Uniti, contrari alla concorrenza nel settore per preservare l’indipendenza delle scelte tecniche. Una posizione condivisa sul campo anche dal Comandante Salvatore Mecca per Fedepiloti, in attesa del prossimo vertice mondiale già fissato per il settembre 2028 nello Stato di Bahia, in Brasile.