• 19 Maggio 2024 07:36

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Assicurazioni marittime. Caso Concordia “fuoco di paglia”

Assemblea Comitato delle Compagnie di Assicurazioni Marittime di Genova

L’incidente di Costa Concordia non dovrebbe avere effetti eccessivamente negativi per il mercato assicurativo marittimo. Pesa piuttosto l’incremento dei premi rischi guerra “verificato in connessione al transito delle merci nelle zone particolarmente a rischio quale ad esempio quella del Golfo di Aden”.

Sono i punti salienti emersi dalla 152° assemblea del Comitato delle Compagnie di Assicurazioni Marittime di Genova che, in un quadro tendente al peggioramento, non registra “cambiamenti importanti rispetto al più recente passato”.

“Il recente avvenimento di Costa Concordia, che ha prodotto un sinistro corpi dell’ordine di 500 milioni di dollari – ha spiegato il presidente del Comitato, Bartolomeo Barberis –  ha generato l’aspettativa di un severo irrigidimento del mercato, in effetti una certa maggior rigidità si è manifestata da parte di diversi assicuratori, tuttavia si ha la netta impressione che possa trattarsi di un fuoco di paglia perché non risulta che la capacità sottoscrittiva del mercato mondiale sia cambiata”.

Preoccupa invece il problema pirateria “ancora lontano dall’essere risolto nonostante i notevoli progressi effettuati per quanto riguarda le scorte armate sulle navi per evitare i sequestri delle navi da parte dei pirati”.

Riguardo i dati ufficiali ANIA relativi al 2011, Barberis rileva che “per quanto concerne i corpi di veicoli marittimi, i premi del lavoro diretto italiano hanno subito un calo dell’1,1% passando a   347.116 euro. Per quanto riguarda le merci trasportate vi è stato però un aumento del 4% per un totale di 348.628 euro. Globalmente la somma tra corpi e merci ha portato un aumento del 2,5%”.  Relativamente al mercato internazionale, gli ultimi dati disponibili (IUMI) per l’anno 2010, settore corpi, dove l’Italia risulta sesta, con  372.740 dollari, subito dopo la Francia con  458.717 e prima degli USA con  360.997. Nella classifica si è inserita la Cina al 4° posto con  767.382 dollari.