• 2 Marzo 2024 00:40

Appello di Assoporti a Monti. Necessaria riforma delle banchine

DiGiovanni Grande

Nov 21, 2011

Anche Confitarma auspica nuova stagione di attenzione

 

Impostare una seria politica dei porti e procedere ad una riforma di sistema non più eludibile. Dopo il primo messaggio di benvenuto Francesco Nerli chiede al nuovo Governo un rafforzamento dei poteri delle Autorità portuali e un’effettiva autonomia finanziaria.

L’occasione è il convegno genovese “Shipping, safety e security” durante il quale il leader dell’associazione che raccoglie i porti italiani ribadisce l’obiettivo perseguito nell’ultimo anno: “poche semplici misure per sostenere la centralità del ruolo dei porti per il Paese in funzione dello sviluppo”. Essenziale in questa prospettiva un nuovo ruolo delle Autorità portuali: dalla governance, alla semplificazione burocratica l’agenda tratteggiata da Nerli ribadisce il bisogno di una maggiore attenzione della politica al destino delle banchine. A partire da quella autonomia finanziaria non concepita come “finanziamenti a pioggia” ma come “meccanismo in base al quale una parte della ricchezza prodotta da ciascuno scalo possa contribuire al suo sviluppo per consentire gli attesi interventi finalizzati a favorire la competitività”. “Ora – aggiunge il presidente di Assoporti – dobbiamo soltanto aspettare di capire se il passo del governo nei confronti del sistema portuale cambierà davvero rispetto al passato”.

Analogo auspicio anche da parte di Paolo D’Amico, presidente di Confitarma. “Le nostre richieste al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera, restano quelle che già erano sul tavolo con il governo precedente. Per noi – spiega all’Ansa – non è cambiato nulla, l’unica differenza sarà che dovremo spiegare, ancora una volta, le problematiche del comparto dello shipping al nuovo ministro”.  

Il convegno ha rappresentato un importante occasione per fare il punto sulle possibili criticità in materia di sicurezza: “la marina – sostiene D’Amico – è piu’ regolamentata di qualsiasi altra industria e lo dimostrano anche le statistiche degli incidenti. Noi siamo ai minimi termini rispetto agli altri comparti anche se la nave rimane un mezzo che può essere pericoloso”. Caso a parte la pirateria dove comunque il presidente degli armatori registra alcuni miglioramenti. “Abbiamo fatto enormi passi in avanti, grazie alla presenza dei militari, anche se il meccanismo deve ancora essere affinato con i team privati”.