• 1 Ottobre 2026 01:29

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TISG rompe il silenzio sul caso CMR Group: “7,48 milioni di operazioni contestate e chat sulla falsificazione del DURC”

Il cantiere replica con una lettera ai Commissari giudiziali dopo le polemiche sindacali, facendo chiarezza sui rapporti con il fornitore e richiamando le denunce depositate in Procura.

Il cantiere TISG interviene ufficialmente sulla vicenda legata a CMR Group, fornitore dell’azienda, attraverso una lettera inviata ai Commissari giudiziali Niccolò Abriani, Riccardo Forgeschi e Manuela Olastri. La presa di posizione arriva in risposta al comunicato diffuso da CGIL e FIOM CGIL e ripreso dagli organi di stampa, che definiva la liquidazione di CMR come il primo fallimento legato alla crisi del cantiere.

TISG contesta fermamente la ricostruzione sindacale, sottolineando come nessuno abbia verificato la versione della società o ricordato che il rappresentante di CMR, Niang Sayoro, figura tra i soggetti formalmente denunciati. La nota evidenzia inoltre le discordanze sui numeri, ricordando che il comunicato parla di 133 lavoratori a casa quando in realtà quelli residui erano poco più di cinquanta.

La ricostruzione e le denunce in Procura

Richiamando la relazione KPMG del 22 luglio, le denunce presentate il 26 marzo e il 5 maggio, e la memoria depositata alla Procura di Genova il 23 agosto, TISG ribadisce che la crisi di CMR era già conclamata nell’autunno 2025. Già in quel periodo, infatti, il factor aveva bloccato gli anticipi a causa della mancanza di risorse per stipendi e oneri, ancor prima che emergessero i fatti interni a TISG e si avviassero le procedure di crisi.

Al centro del contenzioso vi sono i rapporti intercorsi con gli ex dirigenti Filippo Menchelli, Marco Carniani, Marco Figara e Francesca Marchetti. Stando alla documentazione, tra il 26 novembre e il 10 dicembre 2025 CMR avrebbe ricevuto complessivamente 750.000 euro in assenza di ordini, lavorazioni verificabili e autorizzazione dell’amministratore delegato, somme che – secondo le dichiarazioni citate nella lettera – avrebbero dovuto coprire stipendi e obblighi fiscali.

Le contestazioni economiche e la chat sul DURC

«Se il sindacato denuncia contributi non versati già da gennaio, dove sono finiti quei soldi? Risponda anche chi li ha ricevuti», si legge nel documento, che riporta anche il testo di una chat del 25 novembre attribuita all’ex CFO Carniani: “il problema è il Durc ma glielo farò falsificare”. Pur precisando di non sapere se il proposito sia stato effettivamente tradotto in pratica, TISG rimarca come una simile frase non possa essere ignorata da chi tutela i lavoratori.

Il dossier elenca nel dettaglio i numeri delle operazioni contestate, che ammontano complessivamente a circa 7,48 milioni di euro:

  • 1,562 milioni di pagamenti eccedenti le attività effettivamente svolte.

  • 2,203 milioni di fatture saldate senza ordini né stati di avanzamento lavori.

  • 2,415 milioni di ordini emessi fuori procedura.

  • 553.000 euro di ulteriori fatture prive di ordini e verifiche sulle lavorazioni.

  • A cui si sommano i già citati anticipi.

La lettera fa inoltre riferimento a circostanze – rimesse agli accertamenti della magistratura – come un presunto divieto di rivolgersi ai vertici aziendali e l’assunzione, richiesta da dipendenti TISG addetti ai controlli, di tre loro figli, uno dei quali avrebbe percepito compensi senza prestare servizio.

L’appello alla responsabilità e la tutela del cantiere

TISG ribadisce che CMR operava con una propria autonomia organizzativa, negoziando le ore, fatturando gli extra e gestendo il personale in base ai pagamenti ricevuti, invitando a non presentare come già dimostrate le accuse mosse alla committente.

«Alla CGIL e alla FIOM chiedo serietà, alla stampa verifiche, ai Commissari tutela della procedura», conclude la nota. «Il cantiere lavora, le commesse 606 e 614 avanzano verso la consegna. Alimentare sfiducia mentre gli investitori decidono le offerte mette a rischio il valore dell’azienda. Basta ricostruzioni a senso unico: il prezzo rischiano di pagarlo lavoratori e creditori». La priorità dell’azienda resta la salvaguardia della continuità produttiva, del lavoro e dell’indotto, a tutela degli interessi dei creditori e del rilancio del cantiere.