L’Autorità di Sistema Portuale punta a pubblicare la gara entro novembre per aprire alla maggioranza industriale e blindare la scadenza della concessione nel 2029.
La valorizzazione e il rilancio dello scalo genovese compiono un passo decisivo con la presentazione della stima ufficiale firmata da PwC. Il valore attuale di Aeroporto di Genova S.p.A. è stato calcolato in una forbice compresa tra i 14,9 e i 15,9 milioni di euro, un dato emerso nel corso della conferenza stampa convocata a Palazzo San Giorgio dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli.
La relazione tecnica rappresenta il cuore del percorso tracciato dal memorandum d’intesa sottoscritto lo scorso 20 febbraio 2026 tra lo stesso ente portuale e la Camera di Commercio di Genova. L’obiettivo strategico è duplice: ristrutturare la compagine societaria affiancando ai soci pubblici un partner industriale privato di maggioranza e blindare la posizione dello scalo in vista della scadenza della concessione fissata per il 2029. Proprio la durata residua della concessione costituisce il fattore chiave della stima di PwC, che ha ponderato i flussi di cassa attesi nei prossimi anni e l’incertezza legata al valore di subentro che sarà definito da ENAC.
L’Autorità di Sistema Portuale, che attualmente detiene il 60% delle quote, ha già predisposta una bozza di bando con il supporto di consulenti legali e finanziari. La pubblicazione della procedura a evidenza pubblica è attesa entro l’autunno, indicativamente entro la fine di novembre, non appena sarà completata la comparazione con la seconda perizia indipendente commissionata dall’altro socio. L’intenzione condivisa con la Camera di Commercio (titolare del restante 40%) è di arrivare a una riduzione delle partecipazioni pubbliche attuali – con l’Autorità pronta a scendere fino al 5% e la Camera di Commercio intorno al 15% – per fare spazio sia ai nuovi enti territoriali interessati, come la Regione Liguria e i Comuni del comprensorio, sia al futuro socio di maggioranza.
«La scelta del partner industriale dovrà rispondere a una strategia di sviluppo precisa: chiederemo capacità di investimento, competenze specifiche, innovazione tecnologica e, soprattutto, nuovi traffici», ha rimarcato Matteo Paroli, sottolineando come l’operazione serva a garantire stabilità occupazionale e a proiettare l’infrastruttura verso standard europei.
Il cronoprogramma delineato dall’amministrazione prevede inoltre la chiusura dei cantieri di ammodernamento in corso all’interno dell’aerostazione entro il 27 marzo 2027, così da minimizzare i disagi per l’utenza e potenziare i servizi nelle aree d’imbarco, arrivi e parcheggi in vista della stagione più dinamica.
