Crociere, in Laguna nasce la green zone

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Le compagnie si impegnano a usare combustibili verdi

La Laguna si avvia a trasformarsi in una “green zone”. Almeno per quanto riguarda la presenza delle grandi navi da crociera, al centro di un acceso dibattito cittadino. L’accordo volontario raggiunto fra le compagnie sull’uso di carburanti verdi sin dall’entrata alle bocche di porto segna un punto a favore dei sostenitori della vocazione turistica dello scalo. Un settore che a Venezia può contare su numeri importanti: 6000 posti di lavoro diretti, con una ricaduta sul territorio di oltre 180 milioni di euro annui.

Dopo l’accordo “Venice Blue Flag”, sottoscritto già nel 2007, per l’uso di carburanti speciali, meno inquinanti, in banchina, l’agreement raggiunto con l’Associazione internazionale CLIA Europe prevede l’utilizzo di carburanti ad “impatto zero” fin dall’entrata in Laguna. Denominata Venice Blue Flag II, l’intesa impegna le compagnie di navigazione a far funzionare i motori principali ed ausiliari delle navi con combustibile per uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1% (inferiore alle indicazioni Ue che recentemente hanno fissato il divieto a 0,5%) sin dall’ingresso dalla bocca di porto di Lido e lungo i canali lagunari marittimi. Sarà la Capitaneria di porto a verificare il rispetto delle regole con analisi sul combustibile garantite da una specifico protocollo tra la stessa Guardia Costiera, l’Autorità portuale e l’Agenzia delle Dogane.

“Attendiamo una soluzione chiara e praticabile – spiega il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni –  per risolvere la questione della compatibilità del passaggio in Bacino di San Marco delle grandi navi da crociera. Ma la città chiedeva risposte sulla riduzione degli inquinanti nell’’ria e questa seconda intesa ci consente di dare una soluzione ad un problema che Venezia ha sempre ritenuto prioritario e sul quale era necessario intervenire”.