• 23 Febbraio 2024 07:03

Il piroscafo “Patria” torna agli antichi splendori

DiAlessandro Cerri

Feb 12, 2024
Dopo il restauro sarà impiegato per la navigazione di linea sui laghi Maggiore, di Garda e di Como

Como – Una svolta storica per il piroscafo “Patria”, nato negli anni 20, che torna agli antichi splendori grazie ad uno stanziamento di, milioni di euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’ente responsabile degli interventi di ripristino dell’unità, che si impegna tra l’altro a destinare la storica imbarcazione alla navigazione di linea anche a fini turistici e per attività ricreative, culturali, didattiche e promozionali del territorio, sarà la Gestione governativa dei servizi pubblici di navigazione sui Laghi Maggiore, di Garda e di Como.
I lavori di riqualificazione e restauro del Patria sono il frutto di un accordo tra la provincia di Como e la Gestione governativa navigazione Laghi che prevede la cessione in comodato d’uso del piroscafo per 25 anni.

“Questo piroscafo ha segnato la storia ed è un patrimonio non solo della provincia di Como ma di tutto il Paese. Sono soddisfatto che possa essere recuperato e possa diventare l’occasione per una nuova attrazione turistica e di lavoro per il territorio”, ha dichiarato il Ministro Matteo Salvini.

Note di Storia
Il piroscafo “Patria” costruito dalla ditta N. ODERO di Genova presso il cantiere di Dervio della “Lariana” è stato varato il 31 luglio 1926, con il nome di “Savoia”. In seguito alla caduta del regime fascista, il 25 luglio 1943, venne ribattezzato con il nome di “Patria”, scelto personalmente dal presidente della “Lariana” Felice Baragiola.
Nel 1944, per salvaguardarlo dagli attacchi aerei angloamericani, venne mimetizzato con vegetazione fittizia e reti mimetiche ed ormeggiato nel canale dell’isola Comacina. Il 10 gennaio 1945, mentre era in navigazione, subì un attacco nel quale rimasero uccise 5 persone ed altre 17 furono ferite, tra cui il timoniere Giovanni Frigerio.

Nel 23 giugno 1951, dopo un breve periodo in cantiere, il “Patria”, ritorna in servizio con alcune modifiche strutturali e propulsive atte a testimoniare l’impegno della “Lariana” nella cura di questo splendido piroscafo, nonostante la gloriosa società fosse stremata dalle passività belliche. Esteticamente il fumaiolo viene accorciato di circa 3 metri, donando al piroscafo un aspetto molto “marino”. I bruciatori delle caldaie vengono trasformati dalla combustione a carbone a quella a nafta, consentendo risparmio di combustibile e di personale.

Il 21 agosto 1952 l’Ispettorato della Motorizzazione Civile intima alla “Lariana” la sospensione di ogni servizio di navigazione. Subentra la Gestione Governativa, che rileva il piroscafo e nel 1966 il “Patria” rientra in servizio con una nuova cabina e la ciminiera bassa a strisce rosse con l’interno restaurato secondo lo schema originale. Il piroscafo torna in servizio il 10 giugno 1973. Una pregevole novità è rappresentata dalle vetrate nella superficie interna dei tamburi che permettono di vedere le ruote a pale in movimento.

Nella primavera del 1983 il “Patria” venne riportato al suo aspetto originale: fumaiolo alto, con banda bianca. Inoltre le pratiche ma poco estetiche vetrate mobili dei terrazzini nei tamburi vengono sostituite da vetrate fisse, di modo che la coperta risulti interamente chiusa. L’impiego del “Patria” è prevalente per crociere speciali e noleggi, mentre sporadiche sono le sue presenze su corse di linea.

Nell’autunno 1990 viene fermato al cantiere di Tavernola, per lavori di manutenzione. In realtà si voleva trasformare il “Patria” in motonave come già fatto per altri piroscafi attivi nel lago di Garda. L’opinione pubblica si mobilita in difesa del piroscafo, che venne ormeggiato alla diga di Como fino al 1994, quando la Gestione Governativa-Navigazione Lago di Como decide di dismettere completamente il piroscafo.

Nello stesso anno il “Patria” viene portato a Dervio, insieme all’aliscafo “Freccia del Lario”. L’aliscafo venne demolito, mentre il “Patria” parzialmente smantellato, rimaneva fermo ad arrugginire.

Nel 2003 l’allora Presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sceglie di impegnarsi per il recupero del piroscafo unitamente agli storici “amici” del Patria quali: il presidente della “Famiglia Comasca” Piercesare Bordoli, il prof. Borgonovo ed altri.

Il 27 febbraio 2004 viene formulata la proposta di vendita del piroscafo alla Provincia di Como alla cifra simbolica di 1 euro. Iniziò così la rinascita del glorioso “Patria”.

Caratteristiche tecniche
Il “Patria” misura 53,66mt in lunghezza e 12,30 in larghezza; immersione1,35mt; Stazza lorda 276,65t; Dislocamento a pieno carico 286,14t; per una portata di 900 passeggeri. L’apparato propulsivo è composto da una macchina a vapore “ODERO” a triplice espansione a cilindri oscillanti da 600CV, che lo rende capace di raggiungere i 28km/h di velocità massima.

È l’ultimo esempio sopravvissuto di piroscafo mezzo-salone in Italia (ed attualmente l’ultimo piroscafo italiano conservatosi intatto nello stile originale), nonché uno degli ultimi tre europei insieme all’ “Howentiel” sul lago di Costanza ed al “Thalia” sul Worthersee. Presenta a prua un ampio ponte scoperto fornito di panchine, sotto al quale si trova una saletta dotata di lucernario ed oblò, ed arredata con tavoli e sedie.

La zona di coperta è caratterizzata dalla balconata centrale da cui è possibile scorgere la macchina a vapore in funzione. Questa zona presenta anche due vetrate nelle pareti laterali da cui si possono osservare le ruote a pale in movimento. A poppa si trova l’elegantissimo salone, un tempo di prima classe, caratterizzato da divani di pelle tabacco, dai rivestimenti in legno delle pareti intervallati da specchi e dai finestrini, da colonne lignee e dal soffitto bronzeo. Sopra si trova il panoramico ponte aperto di poppa, dotato di panchine in legno, che può essere protetto all’occorrenza da un tendone. Infine il ponte di comando è dominato dal fumaiolo e dalle prese d’aria della sala macchine e limitato a prua dalla plancia di comando.

 

Di Alessandro Cerri

Classe 1963, nato a Foggia, giornalista esperto in attività marittime e portuali, ha diversi titoli di laurea come; Scienze dell'Amministrazione, Conservazione dei Beni Culturali "Archeologia Subacquea", Magistrale in Lettere moderne e Magistrale in Giurisprudenza.