OFF THE BEACH! Primo data base delle demolizioni sub standard

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Iniziativa di Shipbreaking Platform: “Inefficace la convenzione di Hong Kong”

Un archivio web (www.offthebeach.org) che registra i dati di tutte le navi che sono state mandate dal 2009 ad oggi nel Sud dell’Asia per essere demolite sulle spiagge. “Più di mille società – denuncia la Ong “Shipbreaking Platform” – hanno ricavato un beneficio economico dalle vendite delle loro navi da demolire in India, Bangladesh e Pakistan”; violando i diritti al lavoro della popolazione locale e causando gravi danni all’ambiente.

L’iniziativa nasce dalla campagna OFF THE BEACH! della ONG Shipbreaking Platform, che ha come scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle pratiche di demolizione che danneggiano l’ambiente e di promuovere un riciclaggio sicuro e pulito. “La campagna non è soltanto mirata all’industria navale ma anche ai consumatori e ai proprietari di cargo, dando a tutti una vera possibilità di scegliere i proprietari di navi responsabili con i quali vorranno entrare in affari per distribuire le loro merci”.

La banca dati documenta più di 2.600 navi che sono state rottamate in India, Bangladesh e Pakistan dal 15 maggio 2009: giorno in cui la comunità internazionale ha adottato in ambito Imo la convenzione di Hong Kong sul riciclaggio di navi. “É evidente  - denuncia l’associazione  – che la convenzione non ha fatto nulla per prevenire le pratiche ancore molto diffuse di rottamare le navi sulle spiagge, nè si prefigge di prevenire queste pratiche in futuro”. A conferma il numero in crescita di demolizioni registrato da altri report di “Shipbreaking Platform”. “La banca dati di OFF THE BEACH! contiene informazioni sulle aziende navali che hanno venduto le loro navi a strutture sotto standard ed anche informazioni sulla loro flotta ancora operativa (oltre 14,000 navi), per dare la possibilità alle aziende di cargo di informarsi sui proprietari delle navi operative prima di scegliere con chi entrare in affari”.

Il principio, sulla scorta di alcune compagnie marittime che dal 2009 hanno modificato la loro condotta, è contribuire a formare scelte più responsabili. “Inauguriamo  – afferma Patrizia Heidegger, Direttrice dell’organizzazione – il primo sito web trasparente dove si potrà accedere a informazione su aziende che hanno rottamato le loro navi sulle spiagge in questi ultimi quattro anni, e questa informazione può essere utilizzata come base per prendere decisioni responsabili. Facciamo appello a tutti, non solo ai proprietari di navi, ma anche alle aziende che dipendono dalla marina mercantile per la distribuzione delle loro merci e alle banche che investono in queste aziende, perché integrino nella responsabilità sociale della loro impresa (“Corporate Social Responsibiliy”) il riciclaggio pulito e sicuro delle navi”.