Accordo da 153 milioni per porto Marghera

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È stato siglato a Roma l’Accordo di Programma per la Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’Area di Crisi Industriale Complessa di Porto Marghera che destina circa 153 milioni di euro per la creazione e la rivitalizzazione di infrastrutture materiali e immateriali che daranno vita nei prossimi 3 anni alla nuova Porto Marghera.
L’accordo, secondo il presidente dell’Ap di Venezia, Paolo Costa, “non si limita a trattare di bonifiche e crisi aziendali, ma punta ad un insieme coordinato di interventi infrastrutturali capace di creare condizioni operative per il supporto e lo sviluppo di quelle già insediate e per l’insediamento di nuove attività”. Tre i pilastri d’azione illustrati da Costa: “l’attrazione di attività porto-centriche ovvero quelle che sappiano sfruttare al meglio la vicinanza al mare e le grandi potenzialità logistico-infrastrutturali, la ritrovata accessibilità grazie ai lavori di escavo dei canali, delle banchine esistenti e il ripristino dei tracciati ferroviari ed, infine, la realizzazione del porto offshore che consentirà di mantenere elevati livelli di efficienza portuale a beneficio delle imprese e dell’economia del Nordest, ma anche dell’Italia e dell’Europa”.
In particolare, l’Ap si occuperà della realizzazione di una serie di interventi (69.5 milioni di euro) che riguardano principalmente la realizzazione e modifica delle banchine, l’implementazione di piazzali e interventi per la viabilità. Attraverso queste opere, si otterrà un miglioramento della capacità del porto e una maggior efficienza dell’operatività dei terminal industriali e portuali.
I lavori alla sponda sud del canale Ovest, in corrispondenza del terminal Montesyndial, costituiscono un primo tassello di intervento onshore del progetto di sviluppo del porto di Venezia offshore-onshore che, completato in ogni sua parte e già sottoposto con esito positivo a valutazioni tecniche e ambientali e da parte degli enti gli interessati alla conferenza di servizi conclusasi il 25 novembre u.s., è pronto per essere sottoposto alla valutazione del CIPE per l’approvazione finale.
I lavori sulle banchine della sponda ovest del canale Ovest, in corrispondenza dei terminal GMI e Cereal Docks sono finalizzati all’ampliamento delle banchine di terminal che operano nel settore agroindustriale, cercando in questo modo di dare il massimo sostegno e le migliori condizioni operative allo sviluppo di un settore di eccellenza per il porto di Venezia e che potrebbe ulteriormente svilupparsi.
Il complesso sistema portuale-industriale di Porto Marghera sta attraversando un processo di riconversione che ne ha profondamente mutato i connotati, stravolgendo il paradigma produttivo su cui si è fondato e che lo ha caratterizzato sino alla metà degli anni ’70. “Oggi – sottolinea una nota dell’Ap – il cambiamento degli schemi organizzativi della logistica verso un modello “portocentrico” porta le imprese  a trasferire i propri stabilimenti produttivi all’interno o nelle vicinanze delle aree portuali per essere così più “vicine” ai mercati – internazionali – di destinazione delle proprie merci e ridurrei tempi e costi delle movimentazioni delle stesse. Marghera, per l’abbondanza di aree e la vicinanza alle principali arterie di collegamento terrestre verso l’intera Europa è il sito ideale dove creare catene logistiche che sfruttano il modello “portocentrico” come, ad esempio, quelle con catene del valore molto estese quali l’agroalimentare ed il siderurgico”.