• 19 Maggio 2026 03:07

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Vado Gateway accelera sulla connettività internazionale

 Il terminal ligure è l’unico scalo italiano scelto per il nuovo servizio che unisce Mediterraneo e Baltico

Vado Ligure – Il sistema portuale di Vado Ligure consolida la sua posizione di rilievo nelle rotte globali con l’attivazione del nuovo collegamento settimanale “SLA Baltic Sea”. Con l’approdo della portacontainer Maersk Makutu, previsto per giovedì 4 giugno, il terminal vadese diventa l’unico scalo in Italia a essere inserito in questo servizio strategico operato da Maersk, che mette in comunicazione diretta il Mediterraneo con il Mar Baltico.

La Maersk Makutu, un’unità da 4.650 TEU lunga 292 metri, è la prima di cinque navi che collegheranno i porti di Tangeri, Algeciras, Danzica e Bremerhaven con Vado Ligure, proseguendo poi verso gli scali egiziani di Port Said Est e Alexandria. L’infrastruttura di Vado Gateway si conferma tra le più avanzate del Mediterraneo: grazie a fondali che raggiungono i 17,25 metri, è l’unica realtà nell’Alto Tirreno in grado di operare senza limitazioni le grandi navi di ultima generazione (ULCS) anche a pieno carico.

«L’inserimento in questa rotazione rafforza la connettività del terminal e ne consolida il ruolo nella geografia internazionale», ha commentato l’AD Santi Casciano. Uno dei vantaggi principali riguarda l’abbattimento dei tempi di transito. Daniela Mossa, Commercial Director, ha sottolineato come la nuova linea garantisca collegamenti diretti verso l’Egitto in soli 4 o 5 giorni. Inoltre, tramite il rilancio da Port Said, è possibile raggiungere il porto di Jeddah in appena 9 giorni, riducendo drasticamente i tempi rispetto alle soluzioni precedenti.

Operativo dal 2020, il complesso di Vado Ligure integra il moderno Container Terminal deep-sea e il Reefer Terminal, leader nella logistica del fresco. I dati del 2025 testimoniano una crescita impetuosa: i due terminal hanno movimentato circa 600.000 TEU, segnando un incremento del 58,4% rispetto all’anno precedente. L’obiettivo ora è raggiungere la piena capacità di 900.000 TEU annui, puntando con decisione su un modello di intermodalità ferroviaria che copra il 40% dei flussi.