• 12 Marzo 2026 17:44

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Una vecchia icona della vita notturna del Golfo di Napoli si inabissa nel porto: perizie e indagini per chiarire le cause

Era ferma dal 2011 e pronta a partire per il Marocco, la storica nave destinata a diventare ristorante si è inabissata probabilmente a causa di una falla. Indagini in corso.

Napoli – Nel cuore del porto commerciale di Napoli, al molo 28, la storica nave Falerno si è inabissata nella giornata di oggi, in un episodio che ha subito suscitato attenzione e interrogativi tra autorità portuali, cittadini e appassionati di storia navale.

La Falerno, unità rimasta ferma in porto dal 2011, era ormeggiata da anni nel bacino partenopeo, nella zona commerciale, in attesa di un nuovo destino dopo un lungo periodo di inattività. La nave – un tempo tra le più note per l’organizzazione di feste ed eventi nel Golfo di Napoli – è infatti rimasta per anni un simbolo del passato turistico e mondano della città.

Secondo le prime informazioni raccolte e fonti locali, la Falerno si sarebbe inabissata probabilmente a causa di una falla nello scafo, anche se saranno le perizie tecniche degli esperti navali e le indagini ufficiali a fornire riscontri precisi sulla dinamica dell’evento. Le autorità competenti della Capitaneria di Porto di Napoli, insieme ai tecnici della polizia marittima e ai periti nominati dalle parti coinvolte, hanno già avviato accertamenti per chiarire se siano intervenuti cedimenti strutturali o fenomeni di deterioramento legati alla lunga sosta in porto.

Solo pochi giorni fa, la proprietà della nave era passata da un imprenditore napoletano a una società di investitori marocchini, con l’intenzione di riportarla in Marocco per un progetto di recupero e trasformazione. Secondo quanto era in programma, la Falerno avrebbe dovuto essere rimorchiata verso il Nord Africa per subire lavori di restauro e diventare una nave-ristorante e attrattiva turistica, un simbolo di rinascita dopo anni di disuso.

Il destino della nave, ora spezzato da un improvviso cedimento, apre interrogativi su controlli, manutenzione e responsabilità legati alle unità ferme in porto da lungo tempo. L’episodio richiama l’attenzione anche sui rischi legati alla conservazione di grandi imbarcazioni inattive, che nel tempo possono subire danni irreversibili se non adeguatamente monitorate.

Non si registrano al momento notizie di feriti o persone coinvolte, vista la totale assenza di traffico a bordo e nelle vicinanze della banchina interessata nel momento del cedimento.

Le operazioni di messa in sicurezza dell’area e dei fondali sono state disposte dalla Capitaneria, che monitora l’eventuale fuoriuscita di materiali o carburante dai serbatoi della nave affondata.

Ulteriori aggiornamenti si attendono nelle prossime ore, quando gli esperti avranno completato i primi rilievi e sarà possibile conoscere con maggiore chiarezza la dinamica che ha portato all’affondamento della Falerno nel porto di Napoli.