• 13 Aprile 2026 19:16

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Trent’anni dalla legge 109: Libera celebra i beni confiscati e il loro ritorno alla collettività

Diredazione City

Mar 6, 2026

In tutta Italia oltre 180 piazze e luoghi simbolo animati da volontari per promuovere la legalità e raccogliere firme per destinare parte del Fondo Unico Giustizia al riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Napoli – Trent’anni fa, grazie a un milione di firme promosse da Libera, veniva approvata in Parlamento la legge sulla confisca dei beni ai mafiosi. Per celebrare questo anniversario, l’associazione organizza domani e domenica l’iniziativa “109 piazze per la legge 109”, con oltre 180 luoghi e spazi in tutta Italia animati dai volontari della rete di Libera, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il significato della restituzione dei beni confiscati alla collettività.

In Campania, domani 7 marzo, la festa si concentra presso la Masseria “Antonio Esposito Ferraioli” di Afragola, dove Libera e Spi Cgil inaugureranno la Casa per la semi-autonomia delle donne attraverso il lavoro. All’iniziativa parteciperanno Luigi Ciotti, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, la segretaria generale Spi Cgil nazionale Tania Scacchetti, il sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico. Sarà inoltre lanciata la raccolta firme “Diamo linfa al bene”, con cui Libera chiede che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato stabilmente al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. L’obiettivo è rendere immediatamente operativi i beni sequestrati, evitando ritardi che favorirebbero le organizzazioni criminali.

Oltre alla masseria di Afragola, numerosi banchetti saranno presenti in tutta la regione, tra cui: San Giorgio a Cremano (Emporio Solidale, Via Galante 93), Avellino (Circolo Arci, via Cristoforo Colombo), Castellammare di Stabia (Circolo della Legalità, Piazza Principe Umberto I° e Asharam Santa Caterina, Strada Santa Caterina 11), Napoli Pianura (Casa del Giovane in memoria di Gigi e Paolo, via vicinale Pignatiello 15), Napoli (Casa Esther Johnson, Salita Ugo Di Fazio 7), Quarto (Casa Mehari, Via Micotera 85), Benevento (Piazza Federico Torre, lungo Corso Garibaldi) e Scafati (Parrocchia San Francesco di Paola, Largo Mons. Marano).

Secondo il rapporto Raccontiamo il bene di Libera, in Campania sono 205 le realtà impegnate nella gestione di beni confiscati in 60 comuni, tra associazioni (52% del totale), cooperative sociali, enti religiosi, fondazioni e Ats. I beni gestiti comprendono appartamenti, ville, terreni agricoli ed edificabili, locali commerciali e industriali, con un’ampia gamma di attività collegate al welfare, all’educazione, al turismo sostenibile, all’agricoltura e all’occupazione.

I dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati aggiornati al 23 febbraio 2026 mostrano che in Campania sono 3.831 i beni immobili confiscati e destinati, mentre 2.519 sono ancora in attesa di essere assegnati. Sul fronte delle aziende, 350 imprese sono già state destinate, mentre 516 sono ancora in gestione.

L’iniziativa di Libera rappresenta così un’occasione per far riflettere sulla capacità dello Stato e della società civile di trasformare i beni sottratti alla criminalità in strumenti concreti di sviluppo, legalità e inclusione sociale.