Al convegno di Fondazione E-novation a Bagnoli, esperti e istituzioni tracciano la rotta: l’Italia punta su aerospazio, formazione e Made in Italy.
Napoli – L’ex base Nato di Bagnoli si candida a diventare l’epicentro della nuova rotta tecnologica italiana. Presso l’ente di formazione PSB Consulting, il convegno nazionale sui droni promosso dalla Fondazione E-novation ha riunito istituzioni e player industriali per tracciare una strategia di sviluppo che eviti al Paese il rischio di restare ai margini di un mercato globale in rapidissima espansione.
Il dibattito ha evidenziato la centralità del Distretto Aerospaziale Campano (DAC), pronto a trasferire proprio a Bagnoli il suo ecosistema di aziende e centri di ricerca. Il presidente del DAC, Luigi Carrino, ha ribadito l’efficacia del modello di “Public Private Company”, sottolineando come l’eccellenza non nasca dalla semplice somma di individualità, ma dalla capacità di creare complementarità sul territorio. Un concetto ripreso da Massimo Lucidi, tra i promotori dell’incontro, che ha parlato di un riscatto necessario per l’area di Bagnoli attraverso un progetto d’insieme dedicato all’aerospazio, alla produzione e alla ricerca.
Al centro del confronto, la necessità di una formazione d’alto livello per colmare un paradosso occupazionale. La professoressa Tina Santillo, Operations Manager di PSB SRL, ha lanciato un monito severo: nonostante un mercato europeo stimato in 14,5 miliardi di euro entro il 2030, l’Italia rischia di dover importare tecnologia dalla Cina e piloti qualificati dall’estero. Secondo Santillo, mancano percorsi specialistici per operazioni complesse, come quelle oltre la linea di vista (BVLOS), fondamentali per agricoltura, edilizia e logistica. Il drone, ha spiegato, è ormai uno strumento di lavoro quotidiano utilizzato per mappare Pompei o monitorare il Vesuvio, ma le competenze tecniche rischiano l’obsolescenza in meno di cinque anni se non supportate da un sistema di istruzione continua.
L’urgenza di investire nel “Made in Italy” è stata confermata da Sabrina Zuccalà, presidente del Polo Nazionale Droni, che ha legato il tema della produzione di ricchezza a quello della sicurezza nazionale. Il settore, che a livello globale ha visto triplicare le offerte di lavoro negli ultimi due anni, rappresenta un’opportunità unica per la Generazione Z. Tuttavia, la sfida resta comunicativa e strutturale: senza percorsi accreditati, il Paese resterà un semplice acquirente di software americani e hardware asiatici.
L’iniziativa ha incassato il supporto delle istituzioni locali, rappresentate da Massimiliano Manfredi (Presidente del Consiglio Regionale Campano), Enza Amato (Presidente del Consiglio Comunale di Napoli) e Antonio Marciano (Presidente della Fondazione Campania Welfare), oltre al coinvolgimento del mondo imprenditoriale legato al circuito della moneta complementare Fides, promosso da Angelo Marciano di ICC spa. In chiusura, un messaggio giunto da Marta Brusoni del CdA di Raise Liguria ha auspicato una sinergia tra il polo tecnologico genovese e il DAC campano, confermando la dimensione nazionale di un progetto che punta a fare della tecnologia del volo remoto un asset strategico per l’intero sistema-Paese.
