• 13 Aprile 2026 19:58

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Strategie UE per mare e porti: l’armamento italiano vede accolte le proprie priorità

Bruxelles pubblica i documenti programmatici per la filiera marittima. Rossi (Assarmatori): «Passo avanti significativo, ma ora servono azioni concrete per la competitività e la deroga all’ETS».

Bruxelles – La Commissione Europea ha scoperto le carte sul futuro dell’economia del mare. Con la pubblicazione della Strategia Marittima Industriale Europea e della Strategia Europea dei Porti, le istituzioni di Bruxelles hanno tracciato le coordinate che guideranno lo sviluppo della filiera nei prossimi anni. Si tratta di due documenti d’indirizzo che tentano una sintesi tra le ambizioni ambientali del Green Deal e la necessità di mantenere alta la competitività di un settore vitale per il mercato unico.

Nei testi pubblicati oggi trovano spazio istanze cruciali per l’armamento nazionale. Tra i punti qualificanti figurano la revisione della Direttiva ETS (il sistema di scambio delle quote di emissione), l’invito agli Stati membri a reinvestire i proventi di tale regime nella decarbonizzazione del settore e la semplificazione della Tassonomia europea. Di particolare rilievo per l’Italia è il riconoscimento del valore degli Aiuti di Stato alle bandiere europee e del potenziale dual use (civile e militare) delle unità Ro/Ro-Pax, oltre all’accelerazione sul cold ironing per l’elettrificazione delle banchine.

«Temi cari all’armamento italiano trovano finalmente diritto di cittadinanza nei documenti della Commissione», ha commentato il Segretario Generale di Assarmatori, Alberto Rossi. Tuttavia, Rossi invita alla cautela: «Non dobbiamo cedere a facili entusiasmi. Il modo in cui queste priorità verranno “messe a terra” farà la differenza tra un’industria globale competitiva e una gravata da una legislazione miope».

Secondo Assarmatori, il risultato odierno è frutto di un intenso lavoro diplomatico che ha visto protagonisti il Commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas e il Vice Presidente Esecutivo Raffaele Fitto, supervisore delle politiche dei trasporti. Rossi ha sottolineato anche l’azione del Governo italiano – citando i ministri Salvini, Pichetto Fratin e Musumeci, il viceministro Rixi e il CIPOM – fondamentale per arginare spinte protezionistiche provenienti dal blocco del Nord Europa (Germania, Olanda e Francia) che avrebbero potuto tradursi in dazi sull’importazione dei traghetti.

Nonostante il clima positivo, restano nodi critici da sciogliere. La Strategia dei Porti riconosce finalmente l’integrazione verticale come volano di efficienza, ma la vera partita si giocherà nei prossimi mesi con la revisione dell’ETS. «Le premesse sono buone – ha concluso Rossi – ma occorre superare la miopia di alcuni Stati membri su soluzioni vitali come le deroghe per i porti di transhipment, le Autostrade del Mare e i collegamenti con le isole. Senza queste flessibilità, il rischio è di penalizzare strutturalmente la nostra logistica».

Alfredo Tufo