• 11 Agosto 2026 15:47

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Custodire il desiderio: perché il futuro di Ferretti Group è scritto nella sua storia

di Stassi Anastassov Amministratore Delegato, Ferretti Group

Due mesi fa ho assunto la guida di Ferretti Group con un impegno preciso: la trasparenza assoluta. Questa lettera non contiene annunci di riorganizzazioni o delibere di governance, che seguiranno come sempre i canali tradizionali. È, invece, il diario di bordo di un viaggio iniziato sessanta giorni fa tra i nostri cantieri, a stretto contatto con designer, artigiani, ingegneri, comandanti e armatori. Ho ascoltato molto e parlato poco, ponendo a tutti un’unica domanda: «Che cosa non deve mai cambiare?».

La risposta è stata una sola, identica ovunque: i nostri marchi, la nostra artigianalità, la nostra anima italiana.

La scoperta della bellezza incorruttibile

Sono arrivato in azienda cercando di capire cosa andasse cambiato. Ho scoperto, al contrario, ciò che dobbiamo proteggere a ogni costo. Ho visto la pazienza infinita degli artisti che applicano mano dopo mano di vernice sugli scafi Riva, ho respirato l’orgoglio e il senso di appartenenza che animano ogni maestranza. Dopo trent’anni passati a guidare multinazionali in tre continenti, posso dirlo con assoluta certezza: non esiste nulla di simile al mondo. Questa straordinaria dedizione non rappresenta il nostro passato, ma costituisce le fondamenta del nostro futuro.

Il nostro vero vantaggio competitivo non è scritto nei registri contabili, ma splende nei nostri sette marchi iconici: Riva, Pershing, Itama, Wally, Ferretti Yachts, Custom Line e CRN. Costruire un marchio leggendario richiede decenni; noi ne abbiamo ereditati sette. Sette diverse sfumature del sogno sul mare. Un concorrente può edificare un cantiere moderno in tre anni, ma non potrà mai comprare 180 anni di leggenda. Per questo il Made in Italy non è uno slogan di marketing, ma la nostra stessa identità.

Diventare ancora più noi stessi

Spesso ai nuovi amministratori delegati si chiede quale sarà la loro rivoluzione. La mia risposta è semplice: non sono venuto per cambiare Ferretti Group, ma per aiutarlo a essere ancora più Ferretti Group. Il mio compito non è lasciare un’impronta personale, ma proteggere e valorizzare le impronte dei fondatori e degli artigiani che hanno fatto la nostra storia.

La soluzione a ogni sfida commerciale o industriale non risiede nel diluire la nostra essenza, ma nel potenziarla. Significa garantire una qualità assoluta, dove ogni yacht sia degno del lavoro che richiede. Significa innovare con lo stesso coraggio che portò alla nascita dell’Aquarama. Significa, infine, ridefinire l’esperienza del cliente: la nostra responsabilità non termina quando lo yacht scivola in acqua, ma inizia in quel preciso momento. Non inseguiremo mai la crescita facile attraverso sconti e compromessi sul volume. Il nostro dovere è meritare il prezzo premium, perché quel valore tutela direttamente l’artigianalità, il lavoro e l’orgoglio di tutti noi.

Il palcoscenico mondiale e la prova dei fatti

Siamo ormai alle porte del momento più intenso dell’anno. I saloni di Cannes, Monaco, Genova e Fort Lauderdale, insieme alla nostra Private Preview di Monte Carlo, vedranno il nostro lavoro esposto sotto i riflettori globali. Armatori, broker, dealer e media internazionali osserveranno ogni dettaglio.

Mostreremo al mondo cosa sanno fare oltre 2000 persone quando si uniscono dietro a sette icone italiane. Lo faremo senza proclami, lasciando parlare la perfezione delle nostre barche e l’accoglienza che riserveremo a chi ci sceglie. Ciò che presenteremo in questa stagione sarà la prova concreta di questa visione.

Dopo due mesi, la mia convinzione è incrollabile: la nostra crescita non passerà dal tentativo di imitare gli altri, ma dalla determinazione di essere la versione migliore di noi stessi. Più italiani, più focalizzati sui nostri marchi, più ossessionati dalla qualità. Il meglio deve ancora venire.