Il sistema portuale nazionale spinge sul riconoscimento dei lavori usuranti e investe sulla formazione per azzerare i rischi nei terminal.
Roma – Il settore portuale italiano si interroga sul proprio futuro mettendo al centro della strategia la tutela dei lavoratori e l’innovazione. Si è tenuto ieri, presso la Sala Regina della Camera dei Deputati, il seminario “Il porto che verrà: sfide e necessità per la sicurezza sul lavoro”, promosso dall’Ente Bilaterale Nazionale Porti (EBN). L’evento ha riunito i vertici delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali per fare il punto su un comparto che sta vivendo una profonda trasformazione tecnologica e normativa.
I lavori sono stati aperti dal messaggio del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, che hanno ribadito come la sicurezza nei porti richieda investimenti costanti in prevenzione e monitoraggio. In questo contesto, l’On. Salvatore Deidda, Presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha confermato l’impegno istituzionale per il riconoscimento del carattere usurante di molte mansioni portuali e per l’attivazione del fondo di incentivazione al pensionamento.
Dall’aggiornamento del Rapporto sull’andamento infortunistico, presentato dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, è emerso un dato incoraggiante: nel biennio 2023-2024 il numero di infortuni è diminuito rispetto alle rilevazioni precedenti. Tuttavia, l’analisi ha evidenziato la necessità di istituire un sistema nazionale unificato di monitoraggio per migliorare ulteriormente la precisione dei dati e la tempestività degli interventi.
Il ruolo centrale delle aziende nel promuovere una cultura della prevenzione è stato ribadito da Alberto Casali, Vice Presidente di Uniport e amministratore del terminal MCT di Gioia Tauro. Casali ha sottolineato come la formazione porti a risultati concreti, citando l’esempio del terminal calabrese dove, nonostante la crescita dei volumi di container movimentati, si è registrata una significativa riduzione del tasso di incidentalità.
A chiusura del seminario, le parti sociali hanno rivolto un appello unanime alle istituzioni per un rapido coordinamento tra le normative vigenti sulla sicurezza e hanno annunciato l’avvio di una nuova ricerca specifica sui lavori usuranti nelle attività di banchina. Il Presidente dell’EBN, Angelo Manicone, ha concluso i lavori confermando che i risultati dello studio saranno presto resi pubblici per alimentare il dibattito sulla modernizzazione del sistema portuale nazionale.
