• 12 Marzo 2026 17:39

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Sciopero del trasporto aereo, USB respinge l’invito di Salvini: “Il diritto di sciopero non si tocca”

Il sindacato conferma la mobilitazione del 16 febbraio contro licenziamenti e contratti disattesi. “Le aziende disegnano scenari catastrofici, ma ignorano i lavoratori”

Non arriva inaspettata la delibera della Commissione indirizzata al Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che anche in questa occasione ha scelto di schierarsi al fianco delle aziende, invitando le organizzazioni sindacali a revocare o posticipare gli scioperi nel trasporto aereo previsti per il 16 febbraio. Una presa di posizione che, secondo l’Unione Sindacale di Base (USB), apre la strada a una possibile ordinanza ministeriale di sospensione delle proteste, accogliendo le pressioni arrivate da società come Sea, Ita Airways ed EasyJet.

Secondo il sindacato, le imprese del settore avrebbero agitato “grida di dolore” e paventato “scenari catastrofici” sul regolare svolgimento dei prossimi Giochi olimpici invernali, nel tentativo di ottenere un intervento politico contro la mobilitazione dei lavoratori. “In Italia – denuncia USB – il diritto costituzionale di sciopero è diventato come il diritto internazionale: vale fino a un certo punto”.

Dietro agli scioperi proclamati con largo preavviso, spiegano dal sindacato, ci sono proteste concrete e fondate. Come nel caso della compagnia Vueling, che ha avviato il licenziamento di 84 dipendenti a Fiumicino. “Sono rivendicati diritti negati, relazioni industriali deteriorate, contratti non rispettati e la libertà di rappresentanza sindacale calpestata”, sottolinea l’organizzazione.

USB accusa inoltre le aziende di disinteresse verso la “tregua olimpica” evocata dal Ministro: “Sanno bene che basta appellarsi alla Commissione di Garanzia o al Ministero dei Trasporti per bloccare iniziative legittime dei lavoratori”.

Il sindacato annuncia quindi di respingere l’invito del Ministro Salvini, “salvo che dalle aziende arrivino segnali concreti di apertura alle richieste dei lavoratori”. “Non ci rassegniamo a un sistema che limita il diritto di sciopero – conclude USB –. Le vere questioni che Salvini dovrebbe avere il coraggio di porre sono quelle dei diritti, dei salari e della dignità di chi lavora. Fino ad allora, confermiamo le nostre ragioni e le iniziative programmate”.