• 12 Settembre 2026 16:36

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Caro gasolio e sciopero dell’autotrasporto, duro attacco di Debora Serracchiani al Governo

La deputata dem contesta il ritardo nella convocazione del tavolo a Palazzo Chigi e chiede l’intervento urgente del Mef per sbloccare le risorse destinate alla categoria in sofferenza.

L’autotrasporto italiano si trova al centro di un duro scontro politico alla vigilia del tavolo di confronto convocato a Palazzo Chigi. A scatenare la polemica è l’imminente fermo nazionale della categoria programmato per il 25 maggio, una mobilitazione annunciata da quasi quaranta giorni che rischia di paralizzare i collegamenti del Paese. Al centro della protesta ci sono i costi insostenibili legati all’aumento record del prezzo del gasolio, una situazione di pesante sofferenza economica che mette a rischio la tenuta delle aziende e dei lavoratori del comparto.

La convocazione del vertice governativo con le rappresentanze del settore non ha spento i toni del dibattito, giudicata da molti come un provvedimento tardivo e privo di impegni concreti. La deputata del Partito Democratico, Debora Serracchiani, ha espresso parole di dura condanna nei confronti dell’esecutivo, parlando di un ritardo ingiustificabile e di un grave disinteresse verso la categoria. Secondo l’esponente dem, le risposte fornite finora rimangono confinate alla vaghezza, senza che siano state messe in campo le misure urgenti necessarie a contenere l’emergenza energetica.

L’attacco politico si è concentrato in particolare sulla figura del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, la cui gestione della vicenda è stata definita da Debora Serracchiani come una costante latitanza. Davanti a questa inerzia, l’auspicio della parlamentare è che il Ministero dell’Economia e delle Finanze intervenga in supplenza per stanziare le risorse finanziarie indispensabili a sbloccare la situazione prima dell’inizio dello sciopero.

Le richieste sul tavolo per evitare il blocco dei trasporti sono chiare e richiedono interventi immediati. La piattaforma rivendicata prevede la velocizzazione del credito d’imposta sulle accise, la sospensione temporanea degli adempimenti contributivi per dare ossigeno alle casse delle imprese e il rafforzamento dei meccanismi automatici che permettono di adeguare le tariffe di trasporto alle fluttuazioni del costo del carburante. Per l’opposizione non è più possibile fare affidamento esclusivamente sul senso di responsabilità di un settore ormai al limite delle proprie capacità di resistenza.