• 13 Luglio 2026 08:06

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Sanlorenzo scuote l’Europa e chiede una svolta verde nei porti per salvare il futuro dello yachting sostenibile

Il cantiere italiano presenta a Venezia un manifesto politico per accelerare gli investimenti sulle infrastrutture energetiche e sui carburanti alternativi nel Mediterraneo

Venezia — Le barche del futuro sono già pronte, ma rischiano di non avere l’energia per navigare. È questo il forte messaggio lanciato da Sanlorenzo, uno dei pesi massimi della cantieristica mondiale, dal palcoscenico della Venice Climate Week. L’azienda ha deciso di rompere gli indugi e di rivolgersi direttamente ai vertici della politica europea per chiedere un intervento immediato sul fronte delle infrastrutture portuali, il vero collo di bottiglia che sta frenando la transizione ecologica in mare.

Massimo Perotti, Presidente Esecutivo del gruppo, ha presentato ufficialmente la “Venice Call for Maritime Action”. Si tratta di una vera e propria lettera aperta indirizzata a Jessica Roswall, Commissaria europea per l’Ambiente, e inviata per conoscenza alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen. L’imprenditore incontrerà personalmente la commissaria lunedì 8 giugno per illustrare i dettagli di un’iniziativa che ha già incassato il sostegno di SYBAss (l’associazione mondiale dei produttori di superyacht), del Politecnico di Milano e di numerosi giganti del settore energetico e tecnologico.

Secondo quanto espresso nella lettera, la tecnologia è ormai matura e la vera sfida risiede nel garantire che le infrastrutture e la disponibilità di carburanti evolvano in parallelo, permettendo alle innovazioni di essere pienamente realizzate. Senza i necessari investimenti nei porti, nelle marine e lungo l’intera catena di approvvigionamento, la diffusione della mobilità sostenibile non potrà crescere.

Il nodo centrale è politico e infrastrutturale. Se i cantieri hanno fatto i compiti a casa sviluppando propulsioni all’avanguardia, la rete di rifornimento resta quasi inesistente. Sanlorenzo è stata pioniera in questo campo lanciando nel 2024 il 50Steel Almax, il primo superyacht al mondo a utilizzare un sistema a celle di combustibile a metanolo per generare corrente a bordo, e il suo brand Bluegame ha sviluppato imbarcazioni di supporto a idrogeno e zero emissioni per l’America’s Cup.

Tuttavia, ad oggi, meno dell’1% del metanolo prodotto a livello globale proviene da fonti rinnovabili. Inoltre, la disponibilità attuale è concentrata esclusivamente nei grandi hub commerciali del Nord Europa, come i porti di Rotterdam e Anversa-Bruges. Nel Mediterraneo, la culla dello yachting mondiale, l’offerta di metanolo verde nelle marine turistiche è di fatto azzerata.

La proposta di Sanlorenzo non vuole essere un semplice appello isolato, ma l’inizio di un percorso strutturato. La lettera prevede infatti l’avvio di un tavolo di dialogo permanente con scadenze precise, tra cui un aggiornamento dei progressi ogni sei mesi e un nuovo vertice politico-industriale già fissato per la prossima edizione della Venice Climate Week. Nel frattempo, l’azienda ha sfruttato i forum veneziani per chiedere direttamente ai sindaci delle città costiere e lagunari di fare pressione per la creazione di punti di stoccaggio e ricarica nei propri scali marittimi. La transizione marittima, insomma, non si gioca più solo nei centri di ricerca dei cantieri, ma sulle banchine dei porti.