Parte la missione internazionale Posidonia Connect per monitorare il polmone verde del mare con un’imbarcazione a zero emissioni e nuovi protocolli scientifici
La protezione del Mediterraneo passa per Napoli e Ischia. Dopo il debutto nel 2025, l’Odissea Oceano & Clima della Fondazione Race for Water segna una nuova tappa fondamentale con il lancio di Posidonia Connect. Il progetto internazionale approda in Italia per rafforzare la tutela delle praterie di Posidonia oceanica, l’habitat marino cruciale per la biodiversità e la difesa delle coste dall’erosione.
Protagonista tecnologico della missione è il MODX 70 Ganany, un catamarano rivoluzionario a zero emissioni. L’imbarcazione, progettata per una navigazione totalmente pulita e silenziosa, integra energia solare, idrogenazione e ali veliche automatizzate. Questo approccio permette di eliminare non solo le emissioni di CO₂, ma anche l’inquinamento acustico, eliminando una delle minacce più insidiose per la fauna marina durante le attività di ricerca.
Il Ganany, salpato da Marsiglia il 5 maggio, sarà protagonista nel Golfo di Napoli con due appuntamenti chiave: lunedì 18 maggio a Ischia e venerdì 22 maggio al Molo San Vincenzo di Napoli. Durante le tappe, promosse da Stazione Zoologica Anton Dohrn, Lega Navale e Marina Militare, sono previsti incontri con studenti, stakeholder e istituzioni. Il pubblico avrà l’opportunità di visitare il catamarano e confrontarsi con i ricercatori sullo stato di salute del “polmone del mare”.
La missione scientifica vede la collaborazione tra la Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’Università di Sassari e il GIS Posidonie francese. Al centro dello studio c’è l’applicazione dell’EBQI (Ecosystem-based Quality Index), un indicatore innovativo che valuta l’intero ecosistema e non solo la singola pianta. Testare questo protocollo in Italia, che ospita il 20% delle praterie del Mediterraneo, è fondamentale per definire standard comuni europei di protezione ambientale.
I ricercatori analizzeranno siti diversificati: dall’area marina protetta Regno di Nettuno a Ischia — laboratorio naturale per studiare l’acidificazione degli oceani — fino a Punta Campanella e ai fondali dei Campi Flegrei, segnati da maggiori pressioni ambientali. Posidonia Connect punta a trasformare l’osservazione scientifica in strumenti di gestione concreta, gettando le basi per una rete di monitoraggio che si estenderà presto a tutto il bacino mediterraneo, dalle Baleari al Mare Egeo.
