• 13 Luglio 2026 09:10

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L’Italia frena sulla transizione ecologica UE e chiede pragmatismo sui trasporti

Al Consiglio a Lussemburgo il viceministro Edoardo Rixi contesta l’approccio ideologico su carburanti, quote di auto elettriche ed ETS marittimo

Lussemburgo – L’Italia ha ribadito al Consiglio UE dei Trasporti la necessità di rivedere politiche di decarbonizzazione concepite in un contesto economico e geopolitico profondamente diverso da quello attuale. Lo ha dichiarato il viceministro al MIT Edoardo Rixi intervenendo al vertice in corso a Lussemburgo, ponendo l’accento sulle forti preoccupazioni del governo italiano per la tenuta del sistema produttivo.

Secondo l’esponente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la transizione ecologica deve procedere con pragmatismo, neutralità tecnologica e apertura ai carburanti alternativi, evitando approcci ideologici che rischiano di penalizzare industria, lavoro e competitività. L’Europa, ha sottolineato l’esponente italiano, deve rafforzare il proprio sistema logistico, rendendolo più resiliente e flessibile di fronte a uno scenario internazionale sempre più instabile.

La linea di Roma punta a una revisione complessiva della strategia di Bruxelles. Per l’Italia non si possono infatti costruire politiche europee senza tenere conto di ciò che accade fuori dai confini dell’Unione e dei suoi effetti sulle catene di approvvigionamento e sui costi per imprese e cittadini. Per questo il governo sostiene lo sviluppo dei carburanti sostenibili, dal SAF avio ai biocarburanti e al diesel biologico, e il potenziamento delle Autostrade del Mare.

Allo stesso tempo l’esecutivo italiano ritiene necessario superare un ETS marittimo che rischia di spostare traffici e investimenti verso porti extraeuropei, indebolendo il sistema logistico continentale. Novità e vincoli che, secondo la delegazione italiana, finirebbero per danneggiare gli scali nazionali ed europei a vantaggio dei competitor esteri.

Un altro punto di forte frizione riguarda il settore dell’automotive e i trasporti terrestri. Sulle flotte aziendali l’Italia condivide gli obiettivi ambientali, ma si dice contraria all’introduzione di quote obbligatorie di veicoli elettrici. Per Edoardo Rixi servono invece incentivi e flessibilità, non nuovi vincoli che non tengono conto delle differenze tra i mercati nazionali e delle attuali criticità infrastrutturali.