Un fondo di cinquanta faldoni, databile tra il Cinquecento e l’Ottocento, è stato scoperto durante un’ispezione della Asl. L’intervento di tutela è curato dalla Soprintendenza.
Un archivio antico e di inestimabile valore storico è stato rinvenuto in un deposito di Castello Marchione, la dimora fortificata seicentesca situata a sei chilometri da Conversano, in Puglia, un tempo residenza estiva della famiglia Acquaviva d’Aragona. Il ritrovamento è avvenuto in modo fortuito durante un’ispezione degli operatori della Asl locale, che hanno individuato su un soppalco diverse casse strapiene di documenti.
Il materiale ritrovato copre un arco temporale molto ampio, compreso tra la seconda metà del Cinquecento e la fine dell’Ottocento. Informata immediatamente dell’accaduto, la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia ha esaminato il materiale, dichiarando l’intero fondo archivistico di notevole interesse storico.
Il patrimonio documentale comprende ben cinquanta faldoni, ricchi di testimonianze inedite. Tra i reperti di maggior rilievo spicca un contratto del 1518 relativo all’esazione delle decime feudali nel territorio di Castellana Grotte, affiancato da un lungo elenco di pergamene datate tra il 1464 e il 1642, che si sommano a quelle già conservate nelle antiche dimore degli Acquaviva a Conversano, Noci, Castellana, Palo del Colle e Nardò. Di straordinario valore è anche un dettagliato inventario di scritture in carta pergamenata appartenenti alla famiglia Filomarino (1287-1675), una preziosa testimonianza che getta luce su documenti ritenuti perduti.
Gran parte dell’archivio è dedicata alle famiglie Filomarino-Della Torre, con carteggi relativi ai feudi di Cutrofiano, Campi Salentina e Salice Salentino. Nelle casse sono inoltre emersi documenti che fanno riferimento al conte Luigi Acquaviva d’Aragona, vissuto tra il 1812 e il 1898, e alla moglie Giulia Milazzo di Pietragalla. Non mancano testimonianze riguardanti la feudataria di Alessano e Cassano Murge, Maria Zunica, degli Orsini del Balzo di Taranto e le amministrazioni di Cassano Murge nel periodo compreso tra il 1777 e il 1893.
L’operazione di recupero e inventariazione si configura come un eccellente esempio di collaborazione tra ente pubblico e privato. Le carte, fondamentali per lo studio della storia feudale e politica del territorio, sono state oggetto di un primo intervento di riordino progettato dalla Soprintendenza Archivistica e finanziato dalla Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura. Il lavoro di catalogazione è tuttora in corso e gli esperti non escludono l’emersione di ulteriori novità storiche nelle prossime settimane, destinate ad arricchire la conoscenza sulla storia nobiliare e amministrativa della Puglia.
Alessandro Cerri
