La deputata dem sposa l’allarme dell’Anci sul rischio di centralizzazione e striglia la Giunta del Friuli Venezia Giulia sulla difesa di Trieste.
La riforma della governance portuale italiana e il disegno di legge “Porti SpA” continuano a sollevare accesi confronti politici e istituzionali. Sulla questione è intervenuta la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani, chiedendo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) rassicurazioni più solide rispetto a quelle finora fornite. Secondo la parlamentare, il ddl non necessita di semplici ritocchi durante l’iter alla Camera, ma di un vero e proprio ripensamento strutturale nella sua impostazione complessiva.
A preoccupare l’esponente dem, oltre alle criticità già sollevate dagli esperti e dalle categorie di settore, è l’allarme lanciato dall’Anci sul rischio di un progressivo accentramento decisionale che finirebbe per escludere i territori dalle scelte strategiche. Si tratta di una posizione sostenuta in Commissione Trasporti anche dalle deputate del PD Valentina Ghio e Ouidad Bakkali, in concomitanza con il recente tavolo di confronto sulla riforma che ha visto dialogare il viceministro Edoardo Rixi e i rappresentanti della Conferenza delle Regioni.
Serracchiani ha voluto richiamare l’attenzione in particolare sulla situazione del Friuli Venezia Giulia, regione che ospita lo scalo strategico di Trieste. La deputata ha ricordato come la Giunta regionale abbia ricevuto un mandato bipartisan chiaro, volto a impedire che la futura “Porti d’Italia SpA” sottragga competenze che oggi spettano legittimamente alle singole Autorità di Sistema Portuale (AdSp). In quest’ottica, la parlamentare ha criticato la scelta della Regione di affidare la comunicazione su un tema così delicato a una nota sintetica del Mit, auspicando invece un coinvolgimento istituzionale ben più profondo e trasparente a difesa del proprio territorio.
