• 12 Settembre 2026 16:27

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Riforma porti. Assocostieri chiede tutele alla Camera per la logistica energetica nazionale

Il Direttore Generale Dario Soria in audizione alla Commissione Trasporti frena sulle varianti ultra-semplificate e chiede lo stop alla contendibilità per le concessioni dei terminal strategici di petroliferi e GNL

Roma – La modernizzazione della governance dei porti italiani non può prescindere dalla tutela della sicurezza degli approvvigionamenti nazionali. È questo il monito lanciato da Assocostieri nel corso dell’audizione tenutasi oggi presso la IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati, dove si sta esaminando il nuovo disegno di legge di riforma della governance portuale. L’associazione, che rappresenta le aziende della logistica energetica, ha chiesto correzioni mirate al testo per garantire stabilità agli investimenti e certezza del diritto per gli asset strategici.

Nel suo intervento davanti ai deputati, il Direttore Generale di Assocostieri, Dario Soria, ha condiviso gli obiettivi generali della riforma volti a rendere il sistema portuale più efficiente e competitivo. Tuttavia, ha espresso forti riserve su alcune norme specifiche. Il punto più critico riguarda la proposta di introdurre una procedura ultra-semplificata per le varianti ai Piani Regolatori Portuali. Secondo l’associazione, tale corsia preferenziale dovrebbe applicarsi esclusivamente alle grandi infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di rilevanza nazionale e internazionale. Il timore espresso da Dario Soria è che la norma attuale, estendendosi anche a non meglio definite opere urgenti in porti con vecchi piani regolatori ancora vigenti, possa tradursi in pericolose fughe in avanti regolatorie.

Un altro nodo centrale sollevato a Montecitorio riguarda il regime delle concessioni. Assocostieri chiede di superare definitivamente l’equivoco interpretativo che vorrebbe applicare i principi di contendibilità e di selezione concorrenziale previsti dall’articolo 18 della Legge 84/1994 e dal Decreto Interministeriale 202/2022 anche alle infrastrutture dei settori petrolifero, del GNL e del bunkeraggio marittimo. Trattandosi di asset strategici per la continuità energetica del Paese, l’associazione ritiene che debbano godere di un quadro normativo specifico e stabile che ne tuteli la continuità operativa.

Le aziende rappresentate gestiscono infatti i depositi costieri di prodotti petroliferi, gli impianti di stoccaggio, i terminali GNL e le infrastrutture dedicate ai nuovi combustibili marittimi, garantendo quotidianamente l’energia a famiglie, trasporti e attività produttive. Proprio per la delicatezza di questo ruolo, l’Associazione ha evidenziato la necessità di un coordinamento più stretto tra la nuova governance portuale e la normativa energetica nazionale.

In conclusione del suo intervento, Dario Soria ha ricordato come i porti italiani stiano cambiando pelle, trasformandosi sempre più in veri e propri hub energetici oltre che logistici. Per questo motivo, l’evoluzione normativa deve procedere in totale armonia con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e con quelli nazionali di sicurezza degli approvvigionamenti. Le proposte emendative presentate alla Commissione Trasporti mirano, nelle intenzioni di Assocostieri, a garantire che la riforma sostenga la crescita del sistema portuale senza mettere a rischio le infrastrutture energetiche necessarie al futuro dell’Italia.

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