• 12 Settembre 2026 16:49

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Riforma delle Autorità portuali, Assoporto Augusta rilancia: “Serve una visione condivisa”

Operatori e associazioni chiedono più confronto e tempi adeguati: la Sicilia pronta a guidare il dibattito nazionale

Augusta – Allargare il confronto sulla riforma delle Autorità portuali e coinvolgere pienamente operatori e associazioni di categoria. È questa la richiesta che arriva da Augusta, dove Assoporto ha promosso un incontro dedicato all’analisi del progetto approvato dal Consiglio dei Ministri nel dicembre 2025 e ora atteso al vaglio del Parlamento.

Il dibattito, ospitato nel salone “Rocco Chinnici” del Palazzo di città, ha riunito i principali attori del sistema portuale del territorio, chiamati a confrontarsi sulle ricadute della riforma e sulle prospettive future del comparto. Presenti operatori provenienti da Augusta, Catania, Messina, Ragusa e Pozzallo, insieme ai rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale e dello Stretto, MariSicilia, Ansep, Capitaneria di porto, Confindustria Sicilia Messina e Siracusa, Confcommercio Sicilia, Wista Catania, Propeller Club Catania e delle organizzazioni sindacali Cgil Siracusa e Ragusa, Fit-Cisl Siracusa e Ugl Catania. A portare i saluti istituzionali anche il sindaco Giuseppe Di Mare e l’assessore al Porto Tania Patania.

Nel corso degli interventi è emersa una diffusa preoccupazione per una riforma che, allo stato attuale, viene percepita come fonte di incertezza per il settore. Al centro del confronto, in particolare, il possibile cambio di paradigma rispetto alla legge 84 del 1994, che aveva introdotto un modello basato su autonomia e concorrenza tra gli scali.

La legge 84/94 puntava su autonomia e competizione – ha spiegato la presidente di Assoporto Augusta, Marina Noè – mentre la riforma sembra orientarsi verso un maggiore accentramento e una strategia nazionale unitaria. Un’impostazione che presenta criticità e potenziali contraddizioni e che deve essere approfondita attraverso un confronto aperto con tutti gli attori del sistema”.

Secondo Noè, solo un percorso partecipato potrà garantire una riforma capace di rispondere alle reali esigenze del comparto e di rafforzare la competitività dei porti italiani nello scenario internazionale. “L’Italia, con i suoi circa 8mila chilometri di costa, rappresenta una piattaforma logistica naturale nel Mediterraneo, una leva strategica che va valorizzata”, ha aggiunto.

L’incontro ha consentito di raccogliere osservazioni e proposte con l’obiettivo di costruire una posizione condivisa che tenga conto delle specificità territoriali e delle esigenze operative. Tra le priorità indicate, la necessità di evitare decisioni affrettate su un tema ritenuto cruciale per il futuro del Paese.

Assoporto procederà alla redazione di un documento di sintesi da sottoporre ai parlamentari regionali e nazionali siciliani – ha concluso Noè – affinché le istanze dei territori trovino adeguata rappresentanza nel processo legislativo. Confermiamo inoltre la nostra disponibilità a contribuire ai lavori parlamentari con competenze ed esperienza diretta. La Sicilia, per la sua centralità nel Mediterraneo, può diventare un laboratorio di confronto e proposta per l’intero sistema portuale nazionale”.