In vista della scadenza del 2026 sul registro fitosanitari, l’associazione spinge per il dialogo diretto tra i gestionali aziendali e il SIAN
Roma – Evitare che l’innovazione tecnologica si trasformi nell’ennesimo adempimento burocratico: è questo l’obiettivo al centro del dibattito sul passaggio al Quaderno di Campagna digitale. Con la scadenza fissata a fine 2026 per l’adozione del registro elettronico dei prodotti fitosanitari, il settore primario si trova di fronte a una svolta decisiva. Le direttive europee impongono l’uso di registri digitali e uniformi per semplificare i controlli e migliorare la tracciabilità, ma l’efficacia della misura dipenderà dalle modalità concrete con cui verrà attuata. Il timore principale è che l’obbligo di reinserire dati già presenti nei sistemi aziendali finisca per appesantire il lavoro dei produttori anziché snellirlo.
A tracciare la rotta per una transizione davvero efficiente è Pierfrancesco Angeleri, presidente di AssoSoftware, il quale ha ribadito che la trasformazione digitale non può ridursi alla mera digitalizzazione di un modulo cartaceo. Per l’associazione, la vera chiave risiede nell’interoperabilità: le aziende agricole che utilizzano già software aziendali dovrebbero poter inviare le proprie informazioni direttamente alle piattaforme della Pubblica Amministrazione. Senza canali di cooperazione applicativa diretti e sicuri, l’obbligo di doppi passaggi aumenterebbe il rischio di sviste e rallenterebbe le attività.
L’integrazione con il Sistema Informativo Agricolo Nazionale non andrebbe a scalzare il ruolo dei Centri di Assistenza Agricola, fondamentali per chi non dispone di strumenti informatici propri, ma creerebbe un canale preferentiale per chi ha già investito in tecnologia. Si tratterebbe di replicare la formula di successo già adottata per la fatturazione elettronica e i registri vitivinicoli. Un segnale positivo in questa direzione arriva dalla collaborazione strategica avviata tra AGEA e AssoSoftware, impegnate in un Tavolo tecnico per definire gli standard operativi. L’auspicio è che il nuovo registro nasca aperto, valorizzando le risorse già impiegate dalle imprese e trasformando l’obbligo di legge in un’opportunità di reale ammodernamento.
