Acqua immediata a Torretta Antonacci, ispezione nel ghetto e un fronte comune dei governatori del Sud per i permessi di soggiorno i tre impegni strappati dai lavoratori.
Bari – La mobilitazione dei braccianti agricoli ha costretto le istituzioni pugliesi a un confronto immediato. Quella che era iniziata come un’azione di forza, con duecento lavoratori che in mattinata si sono barricati all’interno della basilica di Bari, si è trasformata nel pomeriggio in un tavolo negoziale d’urgenza con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Una mobilitazione nata per accendere i riflettori sulle condizioni disumane dei campi e per ricordare Alagie, il giovane lavoratore scomparso di recente.
La svolta è arrivata dopo circa cinque ore di occupazione della Cattedrale, quando il sindaco di Bari ha fatto da mediatore annunziando la disponibilità del governatore a ricevere una delegazione. I braccianti hanno quindi lasciato l’edificio sacro muovendosi in corteo fino alla sede della Regione, dove i portavoce della protesta hanno presentato a Decaro tre precise richieste, ottenendo su tutte un impegno formale.
Il primo punto, considerato di vitale emergenza, riguarda il rifornimento idrico nel ghetto di Torretta Antonacci, dove vivono circa duemila persone a fronte di temperature che superano i 40 gradi. Il presidente della Regione si è impegnato a ripristinare in tempi rapidi i serbatoi e a potenziarne la frequenza di riempimento, garantendo un servizio almeno giornaliero per evitare le quotidiane risse per il riempimento delle taniche.
Il secondo impegno strappato dai lavoratori prevede un sopralluogo sul campo. La prossima settimana il presidente Decaro si recherà personalmente a Torretta Antonacci per verificare lo stato dell’insediamento e fare chiarezza sulla gestione dei 30 milioni di euro del PNRR inizialmente destinati al superamento del ghetto e poi andati perduti. I sindacati e le associazioni dei braccianti chiedono che quelle risorse vengano stanziate nuovamente attraverso fondi regionali o nazionali per garantire alloggi dignitosi.
Sul piano politico e burocratico, Decaro si è assunto l’impegno di convocare un tavolo con i governatori delle altre regioni del Mezzogiorno. L’obiettivo è fare fronte comune per esercitare una pressione sul Governo e sul Ministero dell’Interno per sbloccare i permessi di soggiorno, i rinnovi e le richieste di asilo ferme da anni, fattori che condannano i migranti alla clandestinità e al caporalato.
I lavoratori hanno comunque chiarito che la vigilanza resterà altissima e che non saranno tollerati passi indietro, soprattutto in vista dell’imminente avvio della stagione di raccolta del pomodoro, paventando il rischio di uno sciopero generale delle braccia se le promesse non si tradurranno in fatti già dai prossimi giorni.
