Il progetto sperimentale di Ecopolietilene a Fiumicino rivela che quasi un quarto degli scarti domestici è composto da questo materiale interamente recuperabile
Fiumicino – Una quota rilevante dei rifiuti ingombranti conferiti nei centri di raccolta urbani è composta da beni in polietilene, un materiale interamente riciclabile strategico per l’economia circolare. Lo dimostra il progetto sperimentale realizzato da Ecopolietilene, il consorzio del Sistema Ecolight dedicato alla gestione di questi beni, in collaborazione con Fiumicino Ambiente Scarl e Fitals Srl. L’iniziativa ha previsto un’indagine qualitativa e quantitativa sui rifiuti ingombranti con codice EER 20 03 07 conferiti nel Comune di Fiumicino, con l’obiettivo di mappare la presenza del polimero nei flussi urbani.
Nel corso dell’attività sono stati analizzati 4.560 chilogrammi di rifiuti. Dalla cernita è emerso che il 22% del totale, pari a circa mille chilogrammi, era costituito da beni in polietilene come arredi da giardino, giochi da esterno, sedie e sdraio, una composizione legata alla stagionalità e alla natura costiera di Fiumicino. La parte restante dei rifiuti era divisa tra 3.286 chilogrammi di altri ingombranti, 150 chilogrammi di PVC (3,3%) e quote residuali di RAEE e imballaggi. L’indagine, articolata in due campagne di campionamento, ha coinvolto gli operatori ecologici anche attraverso un percorso formativo specifico volto a migliorare la precisione nel riconoscimento dei materiali.
«Sono dati che confermano quanto sia importante guardare con attenzione alla composizione dei rifiuti raccolti», dichiara Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecopolietilene. «All’interno dei flussi degli ingombranti è presente una quantità significativa di beni in polietilene che, se correttamente individuati e separati, possono essere avviati a riciclo. La qualità della raccolta è il primo passo per una filiera circolare efficiente». Sulla stessa linea Claudio Campisano, responsabile operativo di Fiumicino Ambiente Scarl, che aggiunge: «La collaborazione dimostra il nostro impegno nel trovare soluzioni di recupero avanzate. I risultati evidenziano che la formazione del personale e la sensibilizzazione sul territorio possono sottrarre alla discarica materiali preziosi, trasformando i costi di smaltimento in risorse».
L’iniziativa di Fiumicino segue i monitoraggi già avviati da Ecopolietilene a Treviso, Salerno e Cuneo per promuovere una gestione puntuale del polietilene, risorsa che può essere reimmessa nei cicli produttivi riducendo il consumo di materie prime vergini e l’impatto ambientale. Per valorizzare appieno questo potenziale, tuttavia, il consorzio auspica l’introduzione di un codice CER specifico per questa categoria di rifiuti. Come conclude Giancarlo Dezio: «L’introduzione di una classificazione specifica consentirebbe di migliorare la qualità della raccolta, trasformando maggiori quantità di rifiuti in risorsa»
