Il meglio della diportistica a Mergellina con prove libere in mare
Napoli – Ingresso gratuito, prove in mare libere dei modelli esposti e oltre 120 imbarcazioni in acqua. Questi i fattori determinanti del Navigare, il salone nautico internazionale di Napoli, che prenderà il via sabato 8 sino a domenica 16 ottobre al molo Luise del porto turistico di Mergellina. La trentanovesima edizione, organizzata da AFINA – Associazione Filiera Italiana della Nautica – che apre di fatto il biennio di promozione della città di Napoli e dell’intero golfo partenopeo in vista dell’America’s Cup del 2027, è stata presentata questa mattina alla Camera di Commercio di Napoli. All’incontro sono intervenuti: Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Laura Lieto, Vicesindaco città di Napoli, Antonino Della Notte, Presidente Vicario C.C.I.A.A. di Napoli, Amedeo Manzo, Presidente Banca di Credito Cooperativo di Napoli, Massimo Luise, amministratore Luise Group e Gennaro Amato, Presidente AFINA (Associazione Filiera Italiana della Nautica). Intanto il sindaco Gaetano Manfredi, domani alle ore 12, inaugurerà la manifestazione.
Sul blue carpet cittadino, in vista del grande appuntamento, al momento tocca al Navigare sfilare con oltre 120 imbarcazioni esposte e soprattutto con le sue consuete prerogative: ingresso libero a tutti e possibilità di provare, previo appuntamento con l’espositore, l’imbarcazione dei sogni. Un vantaggio non da poco quello di poter testare l’aspettativa di acquisto che, da sempre, risulta una valida soluzione commerciale per il salone nautico partenopeo che ha oramai da anni la “livrea” di evento internazionale.
La consueta configurazione della manifestazione, con un villaggio disposto lungo la banchina di sopraflutto del Molo Luise, con numerosi stand di aziende di motori marini, accessoristica tecnica e servizi, e il posizionamento di pontili galleggianti ad hoc, che consentono di ampliare le disponibilità espositive, formando un ferro di cavallo in acqua, offre agli appassionati del mare una piacevole e confortevole visione dei modelli presenti.

La piccola nautica, con circa 70 gommoni, 6 gozzi e 7 motoscafi, tutti al di sotto dei 10/12 metri, vede la presenza sia di aziende del territorio campano, sia del resto d’Italia. Mentre del segmento che sale di lunghezza, quello dei cruiser e degli yacht, tra i 15 e 25 metri, le presenze vedono oltre 30 gioielli di cantieri di produzione europea, dalla Finlandia sino alla Spagna, ma anche di altri continenti come Usa o le case produttrici asiatiche di motori marini, come Honda, Mercury, Suzuki, per citarne alcuni.
Tra le imbarcazioni “Big” sicuramente attirerà l’attenzione dei visitatori il 70 piedi dei cantieri Ferretti, regina dell’edizione del salone nautico internazionale per grandezza, ma anche il nuovo Itama 54, al debutto per il 2026, entrambi esposti da Miramari Yachting di Francesco Mirante, così come i modelli di Rio Yacht e quelli di Blu Martin yacht, oltre ad Autosalone Italia con i marchi Azimut, Prestige e Jeanneau. Non mancano però altre proposte interessanti come quelle che esporranno i produttori campani Fiart Mare, I-Boat, Italyure Yacht, e rivenditori: Nautica Sud con la gamma Cranchi e Saxdor, Nautica Fusaro con quella spagnola De Antonio, Marine System con i brand Bavaria e Idea, Agenzia Buglione con l’Ora 48 e Charter Liliano con i 17 metri del modello Astondoa 677.
I battelli pneumatici, oltre 70 presenti, vedranno il top dei cantieri produttori presenti, a cominciare da: Nauticamato, con il brand Italiamarine, Sea Prop, Starmar, Oromarine, Mirimare, Novamares, Domare, Duelle Rib, Nautica Guida, Collin’s, Koa e concessionari come Nautica Cesare per il brand Nuova Jolly. Mentre, per i gozzi, Navigare vedrà il ritorno all’esposizione del cantiere Fratelli Aprea, che con Cantieri Venere e Esposito Mare presenteranno i modelli della caratteristica imbarcazione sorrentina. Il salone sarà aperto, dal lunedì al giovedì, con orario continuato dalle 12.30 – 18.30, mentre il venerdì, sabato e domenica gli orari prevedono l’accesso dalle 10.30 alle 18.30 senza interruzione.

Intervento di Gennaro Amato, Presidente AFINA
La nautica da diporto italiana, e ancor più quella campana, ha un bilancio non roseo per il 2025 e vede per il 2026 identificare alcuni fattori come determinanti per la ripresa del mercato e per la conservazione dei posti di lavoro del comparto.
Premettendo che quella che molti chiamano crisi non è altro che un rallentamento della crescita derivante da quanto accaduto nel mondo 5 anni orsono e quindi legato ad una impennata della domanda e della voglia di vivere. Inoltre, bisogna suddividere la nautica da diporto in due grandi segmenti: quello produttivo sino ai 24 metri e quello dei superyacht che regala alla produzione e quindi all’export italiano dati record per fatturato di vendita in continua crescita. Ma va anche ricordato che l’intero settore produttivo della nautica realizza oltre 71.000 posti di lavoro diretti.
Analizzando il comparto produttivo della nautica da diporto per il 2025, sino ai 28 metri, e in particolare dal 6 ai 12/15 metri, va detto che non possiamo essere pessimisti perché la realtà corrisponde ad una situazione vendite dove la piccola e media imbarcazione rallenta mentre le più grandi vanno ancora bene.
Un rallentamento dovuto all’incertezza economica. Si paga ancora l’effetto covid che, se ha obbligato gli italiani a rimanere nel Paese e quindi a investire internamente in chiave di turismo che ha favorito una domanda di acquisto nella nautica, ha anche consentito alle aziende di ricevere finanziamenti di sostegno, che però vanno restituiti. Negli ultimi cinque anni, intanto, è cresciuto un problema infrastrutturale legato ai porti turistici che, pur avendo un incremento di domanda, non ha visto corrispondere una crescita di posti barca creando un cortocircuito critico.
I dati indicano che in Campania nel 2023 c’è stato un aumento delle patenti nautiche entro le 12 miglia marine per imbarcazioni a motore, con 1.600 nuove patenti e il rinnovo di 5.968, per un totale di oltre 7.600 patenti. Quasi il doppio di quanto avvenuto in Sicilia (4.032) e nel Lazio (3.628) rispettivamente al secondo e terzo posto per emissioni. Se poi si considera che il rapporto patenti- imbarcazione non è direttamente proporzionale, perché uno studio dimostra che nel diportismo nautico sino ai 10 metri solo il 15.3% delle imbarcazioni viene immatricolato mentre l’84.7% non lo è, va di per sé che i posti all’ormeggio necessari sono molti di più rispetto alla crescita delle patenti.
Il 2026 lascia ben sperare. L’America’s Cup del 2027 a Napoli ha smosso le acque consentendo alla nostra città l’inizio di una rivoluzione invocata da oltre 30 anni. Bagnoli diventerà da ex polo siderurgico il quartiere centrale delle regate e il mare diventerà temporaneamente punto di partenza delle regate per poi divenire hub principale del diportismo partenopeo. Le modifiche al PUA della linea di costa consentiranno anche ulteriori interventi di modifica di fatiscenti approdi trasformandoli in veri e propri Marina.
Una rivoluzione che, oltre a salvaguardare buona parte degli oltre 71mila lavoratori italiani, dei quali quasi un quarto opera in Campania, e realizzare un adeguato numero di ormeggi che aiuteranno anche le aziende della nautica da diporto di piccola e media dimensione che operano nel territorio cittadino e metropolitano, favorirà un turismo nautico alto spendente che, per indotto, favorirà l’intera economia cittadina.
Ecco se il progetto che il nostro Sindaco, Gaetano Manfredi, sta portando avanti con lucida visione e tenacia, confermerà tutti questi aspetti indicati non posso che vedere una rosea proiezione per la nautica da diporto per il 2026-2027. Ma se questo disegno organizzativo, che deve prevedere anche uno sviluppo della linea di costa e dei porti turistici, quali punto fondamentale di un eventuale programma di rilancio del settore, non dovesse andare oltre la considerazione dell’evento allora il quadro della nautica da diporto, dei suoi cantieri e dei suoi lavoratori, sarebbe tutt’altro che roseo e, va di per se, che la città di Napoli perderebbe un’occasione unica, sfruttata da Valencia con la stessa manifestazione, e da Barcellona e Atene, con le olimpiadi.
