• 7 Settembre 2026 14:36

Seareporter.it

Quotidiano specializzato in politica dei trasporti marittimi

Il Porto di Venezia si candida a hub europeo per le materie prime critiche

Il Ministro Adolfo Urso annuncia il progetto per lo stoccaggio strategico di terre rare e metalli a Porto Marghera per proteggere l’industria continentale.

Venezia – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy punta sul Porto di Venezia per farne il cuore pulsante del nuovo sistema europeo di stoccaggio e movimentazione delle materie prime critiche. Terre rare e metalli preziosi, asset fondamentali per la sicurezza economica e la competitività industriale dell’Unione Europea, potrebbero presto trovare a Porto Marghera il loro hub strategico. È quanto emerso durante la visita del Ministro Adolfo Urso presso la Venice Heritage Tower, dove ha incontrato la comunità portuale e le imprese locali.

L’iniziativa si inserisce nel quadro del piano europeo RESourceEU e del progetto pilota dedicato allo stockpiling (accantonamento strategico), strumenti nati per proteggere le catene di approvvigionamento dalle tensioni geopolitiche globali. L’Italia, che coordina il gruppo di lavoro UE sugli aspetti logistici, ha ufficialmente offerto la propria disponibilità a ospitare il primo centro di stoccaggio strategico continentale, individuando nel sistema veneziano, insieme a Trieste e Ravenna, uno dei nodi cruciali.

A rendere il Porto di Venezia un candidato ideale sono le sue infrastrutture multipurpose: aree di stoccaggio dedicate, connessioni ferroviarie e autostradali avanzate e la capacità di gestire materiali complessi come magnesio, tungsteno e acciai speciali. Questi elementi sono vitali per settori trainanti quali l’automotive, la difesa, l’energia e l’elettronica. Secondo il Ministro Adolfo Urso, l’area di Porto Marghera possiede una “naturale vocazione” come porta d’accesso ai mercati europei, grazie anche alla presenza di imprese già specializzate nel riciclo e nella trasformazione delle materie prime.

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, ha accolto con favore l’attenzione del Governo, definendo Porto Marghera un unicum nel panorama nazionale che unisce industria e logistica d’eccellenza. Gasparato ha sottolineato la resilienza dello scalo, che nel 2025 ha registrato una crescita dei traffici nonostante le incertezze dei mercati globali. Grazie agli strumenti della Zona Logistica Semplificata e agli incentivi per la Transizione 4.0 e 5.0, lo scalo veneziano mira a trasformarsi in un hub integrato per la transizione green e l’idrogeno.

Il progetto europeo si pone l’obiettivo di ridurre drasticamente la dipendenza da fornitori extra-UE. In questo scenario, il consolidamento del ruolo di Venezia non rappresenta solo un’opportunità di sviluppo per il territorio veneto, ma una mossa coordinata per inserire l’Italia stabilmente all’interno delle nuove catene del valore europee, garantendo stabilità alle filiere industriali del futuro.