La presidente Tardino chiede tempo per tutelare l’occupazione e la Camera di Commercio propone di escludere l’area industriale dal sito protetto per salvare le attività dello scalo
Presso la sede dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale a Palermo si è tenuto un importante confronto sulla candidatura delle Saline di Trapani a sito MAB UNESCO. Al centro del dibattito, le possibili ricadute del progetto sul territorio, sul porto e sulle attività produttive dell’area.
Allo stato attuale l’Autorità Portuale ha frenato su decisioni definitive. La presidente Annalisa Tardino ha evidenziato come il progetto risalga al 2023, mentre il coinvolgimento dell’ente sia avvenuto solo negli ultimi mesi. Pur definendo prestigiosa l’ipotesi di avere a Trapani il primo porto commerciale italiano in un sito UNESCO e non mettendone in discussione il valore culturale e ambientale, Annalisa Tardino ha chiarito che mancano ancora elementi sufficienti per escludere limitazioni operative, infrastrutturali o autorizzative per lo scalo. Per l’Autorità la tutela dell’occupazione, dell’operatività e dello sviluppo rimangono priorità assolute, motivo per cui è stata richiesta una tempistica più adeguata per compiere approfondimenti puntuali.
I timori dei lavoratori, preoccupati per il futuro dello scalo e delle proprie famiglie, sono stati rimarcati da Gaspare Panfalone, presidente di Assiterminal e della Riccardo Sanges&C. Gaspare Panfalone ha espresso soddisfazione per il clima di confronto istituzionale e ha definito il porto come un intero ecosistema produttivo che include aree operative, logistiche e industriali, assicurando che gli operatori continueranno a vigilare sull’operato del Comitato promotore con rinnovata fiducia.
Per superare la fase di stallo e rispondere alle preoccupazioni del cluster portuale su eventuali nuovi vincoli, il commissario straordinario della Camera di Commercio di Trapani, Pino Pace, ha avanzato una proposta di mediazione. Nonostante dal comitato promotore e dal Ministero dell’Ambiente sia stato chiarito che il riconoscimento MaB non introdurrebbe nuovi divieti, Pino Pace ha proposto ufficialmente di ridisegnare i confini del sito escludendo l’area portuale e quella industriale. La soluzione, apprezzata sia da Gaspare Panfalone sia da Annalisa Tardino, sarà sottoposta al comitato promotore nella riunione già fissata per martedì 19 maggio, consentendo al progetto MaB “Saline di Sicilia” di andare avanti in un percorso condiviso.
