Tra il boom delle crociere e la spinta delle materie prime, lo scalo ravennate chiude il periodo gennaio-agosto a +2,5%. Il Presidente Benevolo: «Sostenere gli investimenti per garantire competitività e resilienza»
Ravenna – Il bilancio dei traffici commerciali e passeggeri al Porto di Ravenna traccia il quadro di uno scalo dinamico, capace di registrare numeri record nei primi sette mesi dell’anno ma chiamato al contempo a fare i conti con un calo congiunturale nel mese di agosto, dettato principalmente dal contesto geopolitico e normativo globale.
I dati definitivi relativi al periodo compreso tra gennaio e luglio 2026 evidenziano una movimentazione complessiva pari a 16.630.383 tonnellate, segnando un incremento del 6,0% (pari a 943.000 tonnellate in più) rispetto allo stesso intervallo del 2025. Gli sbarchi hanno raggiunto quota 14.677.689 tonnellate (+7,1%), mentre gli imbarchi si sono attestati su 1.952.694 tonnellate (-1,5%), con un totale di 1.516 toccate navali (8 in meno rispetto all’anno precedente).
Tra i settori merceologici del periodo gennaio-luglio, il comparto agroalimentare ha fatto da traino con 3.538.908 tonnellate movimentate (+7,3%), spinto dalle crescite di cereali (1.334.110 tonnellate, +7,5%), farine (752.000 tonnellate, +4,9%) e semi oleosi in sbarco (638.709 tonnellate, +3,6%), a fronte di una flessione per gli oli animali e vegetali (380.789 tonnellate). Ottimi risultati anche per i materiali da costruzione (2.943.634 tonnellate, +8,4%), trascinati dalle materie prime per il distretto ceramico di Sassuolo (2.588.239 tonnellate, +6,1%, pari a 149.000 tonnellate in più). In ambito energetico e industriale spiccano i prodotti petroliferi (2.499.393 tonnellate, +18,1%, ossia 382.000 tonnellate in più) e i concimi (1.039.587 tonnellate, +1,5%), mentre rallentano i prodotti metallurgici (3.370.740 tonnellate, -1,0%) e i chimici (470.707 tonnellate, -9,8%). Stabili i contenitori a 130.241 TEU, mentre si registra un vero e proprio boom per il trasporto ro-ro (65.037 pezzi, +34,7%; 990.657 tonnellate, +2,0%) e per l’automotive (16.707 pezzi, ben 12.097 in più). Straordinario anche il bilancio del Terminal Crociere, che con 51 scali (8 in più) ha accolto 193.536 passeggeri (+52,8%), di cui 188.284 in home port (+71,2%).
Per il mese di agosto 2026, tuttavia, le stime indicano una movimentazione complessiva di quasi 1,8 milioni di tonnellate, in flessione del -21,2% (oltre 470.000 tonnellate in meno rispetto ad agosto 2025). Ciononostante, il bilancio consolidato dei primi otto mesi del 2026 si attesta a 18,4 milioni di tonnellate, mantenendo un segno positivo del +2,5% su base annua. Nel dettaglio mensile di agosto si sono distinti cali marcati negli agroalimentari solidi (-46,7%), liquidi (-79,7%) e metallurgici (-47,6%), a fronte della tenuta dei chimici liquidi (-2,1%), dei materiali da costruzione (-1,9%) e del settore trailer (-9,4% per merce, -7,5% per pezzi). Di contro, proseguono in positivo i TEU (+9,8%) e i crocieristi (19 navi e 86.420 passeggeri, +29,8%).
La contrazione di agosto è riconducibile a dinamiche esterne precise: nei prodotti siderurgici ha pesato l’esaurimento delle quote trimestrali di importazione UE esenti da dazi (con ripresa attesa a settembre), negli agroalimentari solidi si è fatta sentire l’inoperatività dei porti ucraini causa conflitto, mentre il calo degli oli vegetali per uso energetico è legato al cambio delle modalità di erogazione degli incentivi GSE, che ha incrociato incertezze sulle politiche di scorta.
«Il Porto di Ravenna mantiene una crescita complessiva dei traffici superiore al 2,5%, a testimonianza del suo buono stato di salute e della sua dinamicità», dichiara il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Francesco Benevolo. «Ciononostante, la traiettoria positiva non deve indurre a sottovalutare i segnali di rallentamento emersi ad agosto. Per preservare il valore strategico dello scalo, porta d’ingresso per le materie prime del Paese, sono essenziali il supporto e l’impegno congiunto di Governo e Regione Emilia-Romagna. Solo la continuità degli investimenti infrastrutturali già avviati potrà garantire resilienza e competitività nel lungo termine».
