Nasce l’Onda della Memoria, un progetto artistico realizzato dagli studenti delle scuole napoletane per trasformare lo scalo in un luogo di cultura e inclusione sociale.
Napoli – Un’opera d’arte monumentale per non dimenticare le vittime del mare e trasformare il porto in un luogo di accoglienza, memoria e cultura. Nel cuore dello scalo partenopeo, in Piazzale Pisacane, prende vita “L’Onda della Memoria – Una panchina per non dimenticare”, un progetto artistico e sociale promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e dall’Associazione culturale Megaride Felice. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento attivo e creativo degli studenti dell’Istituto Artistico Statale di Napoli e dell’Istituto Superiore Gentileschi, che hanno dipinto la panchina monumentale affrontando i temi complessi dell’approdo negato e del mare come custode delle memorie collettive.
Per la città di Napoli il mare è da sempre sinonimo di identità, scambio e vita, ma le sue acque sono state spesso anche mute testimoni di drammatici viaggi senza ritorno. Da questa consapevolezza nasce un’installazione che supera la semplice funzione di arredo urbano per diventare uno spazio simbolico di sosta e riflessione civile. Durante la giornata di presentazione sono stati esposti anche i bozzetti e i progetti grafici realizzati dagli studenti lungo tutto il percorso creativo, a testimonianza di come le nuove generazioni possano farsi custodi attivi della memoria attraverso l’arte.
L’evento, che gode del patrocinio della Capitaneria di Porto di Napoli, del Comune di Napoli e della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, si inserisce nella cornice degli Italian Port Days, la manifestazione nazionale promossa da Assoporti per favorire il dialogo tra gli scali e la cittadinanza. Il tema dell’edizione corrente, “L’Italia porta del Mediterraneo – Dialoghi tra porti e città”, sposa appieno la filosofia dell’opera, concepita per ridefinire il porto contemporaneo come un’area aperta, inclusiva e integrata nel tessuto sociale circostante.
Il significato profondo dell’opera è stato sottolineato dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, il dottor Eliseo Cuccaro, che ha richiamato le parole pronunciate da Papa Leone XIV durante la visita pastorale dello scorso 8 maggio, quando il Pontefice ha definito lo scalo napoletano un luogo di incontro e speranza. Secondo Eliseo Cuccaro, l’iniziativa rappresenta un segno concreto di responsabilità e umanità, capace di affidare proprio alla sensibilità dei giovani un messaggio di solidarietà e coscienza civile.
Sulla stessa linea il commento di Tina Monti, Presidente dell’Associazione culturale Megaride Felice, che ha messo l’accento sull’energia e sulla straordinaria creatività dei ragazzi, veri protagonisti del progetto. Tina Monti ha poi evidenziato l’importanza della sinergia istituzionale che ha permesso di raggiungere questo traguardo, ricordando come l’impegno civile delle nuove generazioni sia fondamentale per fare del passato un faro per il futuro.

