• 12 Marzo 2026 17:09

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Porto di Trieste, Serracchiani attacca Salvini: “Nomina basata su criteri politici, serve rispetto della legge”

La deputata dem chiede chiarimenti al Ministro delle Infrastrutture sulla possibile designazione del capitano Civitarese a segretario generale dell’Autorità portuale

Roma – «Il Ministro Salvini deve garantire che la nomina del segretario generale del porto di Trieste avvenga nel rigoroso rispetto dei requisiti di alta professionalità e competenza manageriale previsti dalla legge». È quanto afferma la deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani in un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, sottoscritta anche dalla collega in Commissione Trasporti Valentina Ghio.

Al centro dell’iniziativa le indiscrezioni, mai smentite, sulla possibile nomina del capitano di fregata Gianluca Civitarese a nuovo segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, un incarico strategico per la gestione e lo sviluppo dello scalo giuliano.

Serracchiani chiede al ministro di «adottare ogni misura utile per evitare che asset strategici per il Paese diventino terreno di occupazione politica, a discapito dell’efficienza tecnica e amministrativa». La deputata dem mette inoltre in guardia sui rischi di «controversie legate al mancato rispetto dei requisiti di legge» e richiama il precedente del 2025, quando il segretario generale allora in carica fu rimosso, secondo l’esponente PD, «a seguito di pressioni di Fratelli d’Italia e di un equilibrio interno al centrodestra sulle nomine portuali».

Nel testo dell’interrogazione, Serracchiani precisa che la sua iniziativa «non intende mettere in discussione la figura o la carriera del capitano Civitarese» e ribadisce «l’altissima considerazione per la Marina Militare e la Guardia Costiera». Tuttavia, sottolinea le «perplessità diffuse nella comunità portuale e nelle istituzioni locali» di fronte a una nomina che «sembrerebbe ispirata a criteri di appartenenza politica più che alle competenze specifiche richieste dalla normativa vigente».

Il caso riaccende così le tensioni attorno alla gestione del porto di Trieste, già epicentro di scontri politici e istituzionali nel corso del 2025. L’interrogazione delle deputate dem riporta il tema al centro del dibattito parlamentare, sollecitando il Governo a garantire piena trasparenza e rispetto dei criteri di legge per una nomina che riguarda uno degli snodi logistici più importanti del Paese.