• 13 Aprile 2026 18:50

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Porto di Gioia Tauro, avanti il progetto di cold ironing: pronta la prima cabina elettrica

Investimento da oltre 28 milioni di euro per il primo lotto dell’elettrificazione delle banchine. Ad aprile il collegamento della prima nave container alla rete elettrica portuale

Gioia Tauro – Procede a ritmo sostenuto il progetto di elettrificazione delle banchine del porto di Gioia Tauro. È stata infatti completata la realizzazione della prima cabina elettrica destinata al sistema di cold ironing, infrastruttura chiave per consentire alle navi in ormeggio di collegarsi alla rete elettrica di terra e spegnere i propri generatori diesel, riducendo così emissioni e impatto ambientale.

L’intervento, dal valore complessivo di oltre 28 milioni di euro, ha visto la costruzione della cabina elettrica con un investimento superiore ai 18,3 milioni di euro, a cui si sono aggiunti ulteriori dieci milioni destinati alla fornitura delle opere elettromeccaniche. Attualmente l’impianto è in fase di test e, secondo il cronoprogramma, il primo collegamento di una nave portacontainer alla presa di cold ironing è previsto per il mese di aprile.

Nel dettaglio, il primo lotto dei lavori ha portato alla realizzazione di una cabina elettrica di 728 metri quadrati che alimenterà tre prese elettriche mobili distribuite lungo circa 900 metri di banchina portuale. Le navi potranno così collegarsi alla rete elettrica durante la sosta, evitando l’utilizzo dei motori ausiliari e rispettando gli standard europei in materia di sostenibilità ambientale.

L’infrastruttura è particolarmente articolata: al suo interno sono installati tre convertitori, sei trasformatori e 24 quadri elettrici. Il sistema sarà al servizio di tre prese mobili di alimentazione cold ironing, omologate complessivamente per una potenza di 7,5 megawatt, estendibile fino a 11 MW. Ogni presa potrà servire circa 300 metri di banchina, prevalentemente dedicata alle operazioni delle navi portacontainer.

Il progetto rientra nella più ampia strategia di sostenibilità ambientale promossa dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, guidata dal presidente Paolo Piacenza, in linea con le normative europee dedicate alla promozione dell’energia pulita nei trasporti. L’obiettivo è ridurre drasticamente l’impatto ambientale delle attività portuali fino ad arrivare, nel lungo periodo, all’azzeramento delle emissioni locali durante le operazioni di ormeggio.

«L’elettrificazione delle banchine del porto assicurerà una gestione futura dello scalo guidata da una visione sempre più sostenibile e pienamente allineata agli standard europei – ha dichiarato il presidente Paolo Piacenza –. Siamo a buon punto con la conclusione di questa prima fase. Trasformeremo il porto di Gioia Tauro in una moderna infrastruttura portuale sostenibile, un modello innovativo di green port capace di rispondere alle sfide di ecosostenibilità imposte dall’Unione Europea al settore della logistica e dei trasporti».

L’elettrificazione delle banchine comporterà anche un significativo aumento del fabbisogno energetico dello scalo, rendendo necessario l’ampliamento della connessione alla rete di alta tensione per una richiesta di potenza pari a 80 megawatt. Parallelamente, la società Medcenter Container Terminal (MCT), che gestisce il terminal contenitori del porto, ha avviato un piano di sviluppo infrastrutturale che prevede l’elettrificazione delle gru automatiche di piazzale (ASC) e il potenziamento delle gru elettriche di banchina (STS), con un ulteriore fabbisogno energetico stimato in altri 80 megawatt.

Le esigenze operative e gli impegni economici delle due realtà sono stati formalizzati lo scorso marzo attraverso un Accordo Quadro sottoscritto tra MCT e l’Autorità di Sistema Portuale. L’intesa prevede la realizzazione di una nuova connessione alla rete di alta tensione e la costruzione di una stazione elettrica di trasformazione AT/MT all’interno dell’area portuale.

Nel complesso, il progetto di cold ironing mira quindi a soddisfare le necessità energetiche sia dell’Autorità portuale sia del terminal container, con una capacità complessiva di fornitura che raggiungerà i 160 megawatt, segnando un passo decisivo verso la transizione energetica del principale hub di transhipment del Mediterraneo.