A Genova il presidente dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale evidenzia l’urgenza di aggiornare le regole per sostenere investimenti, sviluppo industriale e competitività
Genova – Le concessioni demaniali e la pianificazione portuale rappresentano oggi uno dei nodi strategici per lo sviluppo economico e industriale dei porti italiani. A lanciare l’allarme e proporre soluzioni concrete è stato Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, durante il convegno dedicato al demanio marittimo ospitato alla Stazione Marittima di Ponte dei Mille.
Nel suo intervento, Paroli ha sottolineato come il quadro normativo vigente, basato su strumenti storici come il Codice della Navigazione del 1942 e la legge di riforma portuale del 1994, abbia permesso al sistema portuale italiano di crescere e aumentare traffici e capacità operative negli ultimi trent’anni. Tuttavia, il contesto economico e logistico globale è oggi profondamente cambiato, richiedendo norme più aggiornate, flessibili e coerenti con le esigenze del mercato.
«Il porto è un’impresa e, come ogni impresa, deve sapersi adattare rapidamente ai cambiamenti del mercato», ha evidenziato Paroli. «Le attuali procedure amministrative e gli strumenti di pianificazione rischiano di rallentare l’attrazione di investimenti e nuovi traffici».
Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra concessioni demaniali, pianificazione portuale e sviluppo industriale. Secondo il presidente, i piani regolatori dovrebbero diventare strumenti dinamici, in grado di accompagnare le trasformazioni del mercato logistico e industriale senza i ritardi e le rigidità che oggi complicano la modifica delle destinazioni funzionali di banchine e aree operative.
«La pianificazione portuale non può essere assimilata a quella urbanistica comunale», ha spiegato Paroli. «Il porto opera in un contesto globale in continua evoluzione. Servono strumenti che consentano alle Autorità portuali di rispondere rapidamente alle opportunità di mercato e alle esigenze delle imprese che intendono investire».
Nel suo discorso, il presidente ha anche evidenziato la necessità di una riforma normativa chiara, in grado di dare certezza agli amministratori pubblici e di evitare interpretazioni forzate o soluzioni amministrative non previste dalla legge. Norme più moderne e coerenti rafforzerebbero trasparenza, sicurezza giuridica e attrattività degli investimenti.
«Solo così i porti potranno continuare a essere motori di sviluppo economico, logistico e industriale per i territori e per l’intero Paese», ha concluso Paroli, ribadendo la necessità di aggiornare regole e strumenti per sostenere la competitività del sistema portuale italiano.
